FIRENZE – “L’Abruzzo ha un candidato di prim’ordine”, ossia Luciano D’Amico, “è un rettore che ha rimesso a posto l’Università di Teramo, ha gestito una società del trasporto pubblico che era rottamata e l’ha risanata. A me che me ne frega di chi lo sostiene? È una persona di qualità, e può gestire”.
Lo ha affermato Carlo Calenda, leader di Azione, rispondendo a una domanda sulle alleanze a margine della presentazione del suo libro ‘Il Patto’ oggi a Firenze col sindaco Dario Nardella.
“Roberto Occhiuto in Calabria – ha proseguito – è un moderato liberale di centrodestra, è di Forza Italia: sta facendo un gran lavoro sulle infrastrutture, siamo in giunta con lui. A me non importa, questo è un paese che parla solo di destra e sinistra e non si riesce a fare un gasdotto: così il paese declina”.
Secondo Calenda “in Italia in 30 anni è accaduto il fatto che un elettore di sinistra non ha ottenuto nulla di quello che voleva, salari sanità e scuola, e un elettore di destra non ha tenuto nulla di quello che voleva, cioè meno presenza dello Stato, meno tasse e più sicurezza. Dunque che abbiamo fatto per 30 anni? È il momento di fermarci a riflettere, che mentre noi parliamo di destra e sinistra sempre meno persone vanno a votare, il merito in politica non conta più nulla, la capacità gestionale niente, nessuno riesce a realizzare nulla e bruciamo le personalità, le leadership una al minuto. Io credo che questa sia una riflessione da fare, perché altrimenti che senso ha fare politica, per partecipare a un giochino di società in cui siamo sempre meno e interessa sempre meno le persone?”.




