L’AQUILA – Un “contro comitato”, che si oppone a quello referendario guidato da Luigi Faccia che chiede l’indizione di un referendum per rimodulare i confini del Parco Nazionale del Gran Sasso, è nato su impulso del consigliere comunale di Rifondazione comunista Enrico Perilli, protagonista del braccio di ferro con il sindaco Massimo Cialente proprio sul modello di sviluppo del comprensorio montano e che ha rischiato di far implodere la maggioranza di centrosinistra al Comune dell’Aquila.
Il Comitato referendario, che sta raccogliendo le cinquemila firme necessarie, chiede anche la riduzione dell’area soggetta ai Sic, i siti di interesse comunitario, che si estende per 1.500 ettari. Questo comporterebbe la decadenza degli attuali vincoli aprendo la strada ad una serie di infrastrutturazioni.
“La zona in questione ha un patrimonio vegetale e faunistico unico in Europa e si trova nel Parco nazionale del Gran Sasso, togliere il vicolo di protezione vorrebbe dire non salvaguardare più quella zona e lasciarla alla cementificazione” argomenta invece il fronte ambientalista che ha lanciato una petizione on-line.
Sulla piattaforma dove si può accedere cliccando qui è possibile firmare l’appello rivolto al sindaco e al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. (m.sig.)





