L’AQUILA – “Il vero spirito di questa riforma è migliorare la giustizia italiana, valorizzando il merito e liberando la magistratura dalle interferenze della politica e dalle logiche correntizie, anche attraverso il sorteggio dei membri non togati. Purtroppo, nel dibattito elettorale si stanno diffondendo troppe fake news: si racconta che questa sia una riforma contro i magistrati, che demolisca la Costituzione o che voglia assoggettare i pubblici ministeri al potere esecutivo. Non è così. Al contrario, la Costituzione viene valorizzata e rafforzata”.

Inizia così la nota inviata, su richiesta di AbruzzoWeb, dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI, nonché presidente dell’Anci Abruzzo, che sostiene le ragioni del Sì al referendum sulla riforma della giustizia in programma 22 e 23 marzo.

“Per quanto riguarda la separazione delle carriere – aggiunge -, si tratta di un intervento che consente all’Italia di allinearsi alla maggior parte degli stati europei, preservando pienamente l’indipendenza della magistratura e dei pubblici ministeri: l’obbligatorietà dell’azione penale, infatti, non viene in alcun modo messa in discussione. Esistono, peraltro, Paesi come Francia e Germania in cui i pubblici ministeri dipendono in qualche forma dal Ministero della Giustizia. Qui, invece, si punta a una riforma che modernizzi il sistema senza intaccarne l’autonomia, rafforzando le garanzie per i cittadini ed evitando quel rischio di ‘schiacciamento’ tra giudici e pubblici ministeri che, in passato, è stato segnalato anche da alcuni magistrati che oggi si battono per il NO”.

“Questa riforma è il punto di arrivo di un percorso lungo, iniziato molti anni fa, che trova tra i suoi precursori figure autorevoli come Giuliano Vassalli, già guardasigilli alla fine degli anni ’80. Non è una battaglia di destra o di sinistra. Lo riconoscono anche figure che conoscono bene la magistratura, come Antonio Di Pietro. È una battaglia di libertà, di efficienza e di giustizia per la Nazione e per la nostra comunità”, conclude Biondi.