L’AQUILA – “Alle elezioni Provinciali ho votato un socialista, ma non il nostro consigliere comunale Gianni Padovani, del Psi, bensì il sindaco di Gioia Dei Marsi Gianclemente Berardini. E sono felice che sia stato eletto”.

La vendetta va servita fredda e non conosce remore da campanile: il consigliere comunale di maggioranza al Comune dell’Aquila Giuliano Di Nicola, Italia dei valori, ma con radici socialiste, torna sul suo presunto “tradimento”, fa outing e rivela cosa nel suo caso è avvenuto nel segreto dell’urna il 2 maggio, nelle elezioni provinciali aquilane.

Elezioni che hanno decretato la vittoria ampiamente annunciata del centrosinistra e del suo candidato Antonio De Crescentiis, ma che oggi suscitano polemiche nel capoluogo abruzzese che non è riuscito a eleggere il suo unico candidato, il socialista Padovani.

Cosa che ha fatto arrabbiare il sindaco Massimo Cialente, che accusato prima gli otto firmatari, per “vendicarsi” dell’appoggio dello stesso sindaco alla nomina a consigliere di amministrazione della società Gran Sasso Acqua Spa di Salvatore Santangelo, ex Alleanza nazionale. Poi ha affermato che la pista Santangelo non è quella giusta da seguire per comprenderne le motivazioni del voto dissidente.

E infatti Di Nicola, che ieri in una nota aveva ricordato che lui e il segretario regionale Idv Lelio De Santis, assessore comunale al Bilancio, già da tempo avevano espresso perplessità sulle composizioni delle liste per le Provinciali, si erano tirati fuori dalla competizione, tiene a sottolineare di aver votato comunque il centrosinistra, seppure quello marsicano.

“Il nome era stato indicato dal partito a livello provinciale – sottolinea Di Nicola – per me c’è anche un motivo romantico, perché con Berardini condivido le comuni radici socialiste”.

La domanda allora viene spontanea: Padovani è del Psi, ma Di Nicola spiega che “noi socialisti siamo ebrei erranti” e nella diaspora, lascia intendere, Padovani non si è collocato nella posizione ottimale.

E non ha giocato a suo favore nemmeno l’essere consigliere comunale dell’Aquila, città che ora non avrà rappresentanti in Provincia, perché Di Nicola tiene a sottolineare anche che “bisogna guardare alle persone e al loro valore e non all’appartenenza territoriale”. (f.t.)