L’AQUILA – “Il risultato delle elezioni provinciali dello scorso 30 luglio ci ha riconosciuto senza dubbio una vittoria. In molti avevano scommesso sulla nostra debacle e invece siamo riusciti ad ottenere 21.700 voti con l’elezione di ben tre consiglieri provinciali grazie ad un’operazione di dignità politica che ha rappresentato e rappresenta un elemento di serietà e un punto di riferimento nel panorama confuso della politica provinciale”.

Lo afferma in una nota il Partito democratico della provincia dell’Aquila.

“Abbiamo scelto di assumere una posizione di minoranza in Consiglio provinciale: una minoranza ferma e responsabile che entrerà nel merito dei singoli provvedimenti”.

“In relazione ai primi atti assunti dal neo presidente della Provincia siamo sempre più convinti della giustezza della nostra presa di posizione tesa a garantire chiarezza e coerenza politica”.

“Emergono infatti sin dalle prime attività e dalle prime nomine tutte le contraddizioni di una maggioranza costituita da un’ammucchiata dove sono confluiti oltre alla destra, la maggioranza e la minoranza di Avezzano, nonché gli uomini di riferimento dei 4 consiglieri regionali del governo di centrosinistra”.

“I risultati delle elezioni ci hanno dimostrato che se il centrosinistra fosse rimasto unito e i consiglieri regionali del Pd avessero fatto il proprio dovere sostendendo la nostra lista, avremmo potuto vincere, anche con un nostro candidato presidente”, prosegue la nota.

“Le motivazioni e gli interessi che hanno dettato questa fusione innaturale saranno sempre più evidenti e chiari a tutti noi con il passare dei giorni e ci rammarica che alcuni esponenti del nostro partito abbiano intrapreso un percorso assurdo in cui prevalgono solo personalismi dannosi per il territorio”.

“Invece di litigare su tutto, per poi stare nella medesima lista, i consiglieri regionali di centrosinistra farebbero bene a dirci quale obiettivo intendono unitariamente portare avanti nei prossimi due anni di governo – continua il Pd provinciale – Serve subito un programma di fine legislatura per spiegare bene le cose buone fatte e soprattutto per dare le risposte, da troppo tempo attese, da un territorio che non ci farà sconti se non saremo capaci di imprimere efficacia alla nostra azione di governo”.