L’AQUILA – Dal 1° gennaio 2011 cento precari della Provincia dell’Aquila saranno senza lavoro.
La denuncia è arrivata dai sindacati, che hanno fatto scoppiare la vertenza oggi con un presidio alla Stazione e già giovedì prossimo, 16 settembre, avranno un incontro con l’amministrazione.
Le organizzazioni sindacali sono unite nel definire questa situazione “inconcepibile”, soprattutto in un territorio come quello aquilano in cui quella di creare o quantomeno mantenere l’occupazione dovrebbe essere una priorità.
“Iniziamo oggi la vertenza e chiediamo all’attuale amministrazione provinciale l’apertura di una trattativa seria e in grado di tutelare tutte le posizioni lavorative”. Ad annunciarlo è stato Elvezio Sfarra della Cisl-Fps, durante la protesta di oggi.
Questi cento lavoratori, che in uno striscione si definiscono “invisibili, ma con problemi reali”, sono impiegati presso le diverse strutture dell’Ente provinciale già da molti anni: in particolar modo presso i Centri per l’impiego, ma ci sono precari un po’ in tutti i settori, ambiente, istruzione, sociale e così via.
Un impiego che hanno faticosamente guadagnato e mantenuto dopo ben due concorsi: il primo ha portato a un contratto di collaborazione (co.co.co.) mentre il secondo a uno a tempo determinato che, dopo una proroga prevista dalla legge e due proroghe in deroga all’emergenza per il terremoto, scadrà a fine anno.
“Non è possibile – ha affermato Sfarra – mandare a casa 100 professionalità e rimpiazzarle con altre 100 che dovranno ripartire da zero nell’acquisizione delle competenze”.
Il segretario della Cgil, Ferdinando Lattanzi, ha precisato che questi lavoratori sono stati assunti tutti tramite regolare concorso, “quindi hanno già dimostrato ampiamente di essere in possesso dei requisiti richiesti per lavorare presso l’Ente”.
Previsto per giovedì l’incontro tra sindacati e amministrazione provinciale per discutere la situazione di questi precari, che comunque non è omogenea: hanno diversi profili e le soluzioni per la stabilizzazione dovranno dunque essere differenti.
“Insieme alle altre organizzazioni sindacali – ha spiegato il segretario regionale dell’Ugl, Piero Peretti – abbiamo già individuato due percorsi possibili. Grazie alla Finanziaria-Prodi già la vecchia amministrazione avrebbe potuto stabilizzare 26 dei 100 precari, ma quando lo abbiamo fatto presente ci è stato risposto picche”.
“In base al parere sulla stabilizzazione del professor Vincenzo Cerulli Irelli – ha aggiunto – questi possono ancora essere assunti giovando di quella finanziaria. Gli altri 74 potrebbero invece essere stabilizzati tramite concorsi, che però valorizzino le loro professionalità, prevedendo per esempio un punteggio per l’anzianità acquisita”.
Un’altra soluzione viene avanzata dal segretario della Uil, Fabrizio Pieri. “Si potrebbero indire concorsi a tempo indeterminato con la formula part-time, che offrirebbe più posizioni lavorative e quindi la possibilità di inserire più persone”.
“Oltre a essere terremotati – afferma Paola Retta, precaria dell’Ente provinciale da tanti anni – se le cose non cambiano presto saremo anche disoccupati. Abbiamo dimostrato la nostra piena disponibilità, rimettendoci a lavoro subito dopo il sisma, lavorando senza orari e con i nostri mezzi per garantire i servizi ai cittadini, e per tutta risposta ci ritroviamo sbattuti fuori. Per ricostruire il tessuto economico è importante mantenere l’occupazione. Se non si crea il lavoro saremo costretti ad andarcene via”.
Importante anche la presenza di alcuni lavoratori dell’amministrazione provinciale assunti a tempo indeterminato, che hanno voluto essere vicini ai loro colleghi precari. “Ci sono alcuni uffici – continua la Retta – completamente gestiti da noi precari. Se dovessimo andar via anche gli indeterminati si ritroveranno in serie difficoltà”.
E.M.





