CHIETI – Il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio lancia l’operazione “Provincia sburocratizzata”, e annuncia mano ferma nel combattere il muro di gomma della burocrazia che definisce una “vera e propria zavorra della pubblica amministrazione, una palla al piede che frena lo sviluppo del nostro territorio e avvelena i rapporti tra cosa pubblica e cittadini”.

Dopo aver raccolto le tante, ormai troppe, lamentele da parte di cittadini “che si sentono vessati” dagli uffici dell’ente che lui stesso amministra, Di Giuseppantonio avvia una operazione per cercare di capire dove si annidano ritardi e inghippi burocratici e decide di iniziare da un settore vitale per il territorio, soprattutto in un momento di generale crisi economica, quello dei rapporti con il Suap, lo sportello unico per le attività produttive.

Nato nel 1998 (Dpr 447), il Suap doveva essere uno strumento per sveltire le pratiche burocratiche del settore, ma, almeno in Provincia di Chieti, sembra ancora funzionare non a dovere. Soprattutto dopo la riforma dell’anno scorso che ne ha dettato l’accelerazione dei tempi, cosicché per poter aprire una nuova impresa si fissa un massimo di 60 giorni, termine spesso sforato.

Il problema non sono i casi in cui tutte le procedure sono coerenti con le norme vigenti, quando, presentata la Scia, l’impresa può essere aperta davvero in un giorno, ma quelli in cui bisogna aspettare i pareri degli enti o convocare una conferenza di servizi.

Il Suap non fa capo solo alla Provincia, ma a tutti gli enti che devono rilasciare un parere o un’autorizzazione per avviare una nuova attività produttiva, e perciò Di Giuseppantonio ha pensato a un’azione “allargata”. “Convocherò presto una riunione – spiega il presidente – con tutti i responsabili dei Suap che si trovano sul territorio provinciale per vedere cosa ancora non funziona”.

In realtà il presidente sa già quali sono i problemi da affrontare, tanto è vero che spiega che “in un sistema di gestione che prevede l’uso della pec, la posta elettronica certificata, qui si va ancora avanti con i fax”.

Le criticità maggiori riguardano, infatti, aspetti informatici e gestionali. La riforma dello scorso anno chiede l’uso di strumenti informatici e l’abbandono della carta, ma, a quanto pare, il passaggio rimane un po’ ostico.

Proprio per far fronte a queste problematiche di gestione molti Comuni della provincia si sono consorziati per avere sportelli Suap funzionanti.

Sul territorio provinciale i Suap attivati sono quelli dei tre patti territoriali, Sangro Aventino (lo sportello si trova a Santa Maria Imbaro), Trigno Sinello (a San Salvo) e Chietino Ortonese (a Chieti), cui fanno capo i Comuni del circondario, c’è poi il Suap singolo di Villamagna, quello dell’associazione dei Comuni della Marrucina ad Arielli e il resto dei paesi rimasti scoperti, ovvero Ari, Crecchio, Tollo e Vacri, si appoggia alla Camera di commercio di Chieti.

Il presidente chiamerà tutti i responsabili dei Suap ma già sa che molti dei problemi si annidano all’interno degli uffici provinciali.

“La Provincia di Chieti – dice Di Giuseppantonio – come è noto ha grossi problemi finanziari e quindi non è in grado di programmare grandi interventi economici. Ma almeno voglio che la macchina amministrativa funzioni a dovere. Voglio che il cittadino si senta a casa quando deve avere a che fare con i nostri uffici”.