L’AQUILA – “Questo settore, che poteva essere rimesso in moto in maniera rapida e con risorse stanziate anche dalla Protezione civile, resta ancora una steppa incolta”.

È quanto affermato dal direttore provinciale di Confcommercio, Celso Cioni, nel corso del sit-in di protesta degli ambulanti e Confcommercio aquilani lungo viale Corrado IV, protesta che ha mandato in tilt il traffico cittadino dalle prime ore della mattina, di fronte al campo dal campo di Piazza d’Armi, dove dovrebbero tornare a lavorare gli ambulanti di piazza Duomo.

“L’amministrazione comunale – ha aggiunto Cioni – non ha messo al primo posto l’economia e il lavoro ed è un fatto gravissimo. Aziende locali che hanno garantito nel tempo una identità del nostro centro storico, rischiano seriamente di scomparire”.

“Siamo ancora in alto mare – ha proseguito – a causa di un gioco di ottusa burocrazia, con un rimpallo continuo di responsabilità che non ci porta da nessuna parte”.

L’unica soluzione possibile, secondo Cioni, “è far ripartire 130 aziende e i coltivatori diretti che vendevano a piazza Duomo”.

Nessuna caccia al colpevole, anche se la situazione resta complicata. Cioni ha reso noto che “il sindaco Cialente mi ha spiegato che secondo lui la responsabilità di questi guasti non è del Comune, noi però vogliamo tornare a fare il nostro mestiere, che non è rigirarci i pollici, ma far girare l’economia, il lavoro e il futuro di questa città”.

“Chiediamo – ha concluso – di definire gli incontri con il Provveditorato alle Opere pubbliche, per capire che fine faranno le ruspe ancora ferme su questa landa desolata che è piazza d’Armi”. (r.s.)