PESCARA – Luciano D’Alfonso, questa volta ligio al suo slogan elettorale “Abruzzo facile e veloce”, pigia il piede sull’acceleratore sul project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti. Recuperando alla Giunta regionale la competenza finora interamente nelle mani della Asl teatina, sull’iter che dovrà portare alla realizzazione del nuovo nosocomio da 500 posti letto sulla base del progetto presentato dalla Icm, del gruppo Maltauro, dal costo di 225 milioni a carico del privato, che vincerà la gara, che poi si rifarà dell’investimento, con la gestione trentennale dei servizi. Il nuovo ospedale dovrà sostituire il vecchio Santissima Annunziata che ha seri problemi di sicurezza sismica.
Una posizione chiara e netta emersa in una riunione che si è tenuta ieri sera, dove il presidente D’Alfonso ha preso atto “delle difficoltà manifestate dalla Asl nella gestione dell’istruttoria, l’inerzia riscontrata in questi tre anni e la non definizione del procedimento, nonostante la chiara volontà politica di rispondere con una nuova struttura alle richieste di salute e sicurezza degli abruzzesi”.
Parole che hanno provocato le veementi reazioni di Sara Marcozzi del Movimento 5 stelle e di Mauro Febbo di Forza Italia, contrarie al project, e a maggior ragione a questo accentramento di poteri da parte della giunta.
Alla riunione hanno partecipato oltre a D’Alfonso, l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, i rappresentanti della Icm-Maltauro, i capi dipartimento della Sanità, Angelo Muraglia, e della Presidenza, Fabrizio Bernardini, la dirigente dell’avvocatura Stefania Valeri, e Giampiero Leombroni, pensionato e commissario dell’Ente Regionale per il servizio idrico integrato (Ersi), ed anche dell’Azienda regionale delle attività produttive (Arap), oramai fidato consigliere di Luciano D’Alfonso.
E ovviamente il direttore generale della Asl provinciale numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti, Pasquale Flacco,che come sottolinea anche il comunicato stampa della Regione, ha dato il via libera al passaggio di consegne, e soprattutto ha ribadito quanto già dichiarato ad Abruzzoweb, ovvero che il rup della sua Asl, in dirigente Filippo Manci “esprime sue personali valutazioni sulla ricevibilità del project financing del nuovo ospedale di Chieti”. Manci non era presente all’incontro.
Il riferimento di Flacco è ovviamente all’iter per la dichiarazione di pubblica utilità, propedeutico alla gara di appalto europea.
Manci in questi mesi ha prima contestato irregolarità fiscali a carico di una controllata dell’Icm, contestazione poi ritirata, dopo i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate e della stessa impresa. Poi che il nuovo ospedale non sarebbe dimensionabile prima del piano regionale del riordino della rete ospedaliera abruzzese, in termini di posti letto e reparti. Infine, in una nota inviata alla Regione il 16 febbraio Manci ha evidenziato che già “da una prima lettura sugli aspetti sostanziali della proposta”, contenuti nella bozza di convenzione, si possono “maturare fin da ora profonde perplessità sull’adeguatezza e rispondenza della stessa proposta all’interesse pubblico, in quanto le varie clausole “azzerano il rischio della parte privata”.
Osservazioni contestate punto per punto dall’Icm, nei vari passaggi dell’Istruttoria.
Nella riunione è emersa invece la chiara volontà di andare avanti sul percorso del project financing.
Per l’assessore Paolucci, “prosegue l’istruttoria nel pieno rispetto delle regole e delle norme in un binario nel quale viene confermata l’indicazione politica positiva sullo strumento da utilizzare per risolvere una emergenza che attende da troppo tempo una soluzione concreta”.



