L’AQUILA –  A seguito di un esposto, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’Anac, punta i fari sull’affidamento da parte del Comune dell’Aquila per il servizio di pulizia e igiene ambientale delle aree comuni dei 19 quartieri del progetto Case, per un totale di 185 edifici, e dei 23 insediamenti Map, realizzati dopo il terremoto del 6 aprile 2009 per ospitare gli sfollati.

Un appalto assegnato nel 2018, per un solo anno, alla Cooperativa Cooper pul di Salerno, ma poi si sono verificate ben 17 proroghe a favore della stessa impresa, per oltre 2 milioni di euro complessivi. Questo in attesa del nuovo bando da parte del Comune, che però dopo un iter interminabile è stato assegnato solo ad agosto del 2025, dopo ben quattro anni.

Dura la censura nella delibera del 3 febbraio scorso, a firma del presidente Giuseppe Busia, dell’Anac, che parla di “rilevanti carenze sotto il profilo della programmazione e marcato allungamento dei tempi procedimentali”, il “ricorso reiterato alle proroghe tecniche in favore dell’operatore economico uscente”, “eccessivi lassi temporali tra la predisposizione degli elaborati progettuali e l’aggiudicazione del servizio”, “criticità sull’attualità e congruità tecnica ed economica degli atti di gara e dell’offerta presentata”.

L’Anac ha ordinato ora al Comune dell’Aquila che nella fase di esecuzione del contratto si assicuri almeno “un sistema di controllo effettivo, continuativo e adeguatamente tracciabile, idoneo a verificare puntualmente la regolare esecuzione del servizio, la qualità delle prestazioni rese e la loro piena conformità alle prescrizioni contrattuali e all’offerta migliorativa”. Tenuto conto che “dopo tutti questi anni, sono lievitati sia i costi di personale che delle materie prime, che potrebbero compromettere la qualità del servizio  in base al valore dell’appalto”.

L’Anac si è mossa, si legge nella stessa delibera, a seguito di un esposto presentato il 27 marzo 2025 “con il quale è stato segnalato che la procedura di gara indetta dal Comune dell’Aquila non risultava ancora conclusa ad oltre quattro anni dalla scadenza del termine per la
presentazione delle offerte”.

Non viene menzionato chi ha presentato l’esposto. Anni prima, in tal senso si era mosso l’allora consigliere comunale di opposizione Lelio De Santis, di Ivd, ma per il presunto eccesso di ribasso d’asta del primo appalto, ma la sua segnalazione non ha avuto seguito.

Nella delibera si ripercorre dunque tutto l’accidentato e lentissimo iter, che si è svolto durante l’amministrazione del sindaco Pierluigi Biondi, di Fdi, eletto la prima volta nel 2017 e poi confermato a giugno 2022, e nell’ambito di competenza dell’assessore al Patrimonio Vito Colonna, subentrato a Vittori Fabrizi, a marzo 2021, e confermato con le stesse deleghe nella seconda consiliatura Biondi.

Tutto ha inizio a giugno del 2018, quando meritoriamente la Cooperativa Cooper Pul  di Salerno si è aggiudicata il primo bando di gara, assegnato con un ribasso d’asta del 50,75% sull’importo a base gara, per un importo contrattuale pari a 347.153 euro, per un solo anno,  fino al 30 giugno 2019, con la facoltà di prorogare la durata del rapporto “per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure di gara per l’individuazione di un nuovo affidatario, mantenendo invariati prezzi, patti e condizioni contrattuali”.

Ma in attesa dell’indizione e poi dell’esito della gara, il Comune dell’Aquila ha disposto una serie di proroghe tecniche, ben 17, per complessivi 2.014.742, euro oltre Iva.

Ed ecco appunto l’elenco completo riportato nella delibera dell’Anticorruzione, mentre si è ancora in attesa del bando di gara.

Le proroghe tecniche si sono succedute senza soluzione di continuità, con atti che hanno esteso la durata del rapporto come segue:

1° luglio 2020 – 30 settembre 2020 (€ 86.788,35); 1° ottobre 2020 – 31 dicembre 2020 (€ 86.788,35); 1° gennaio 2021 – 31 marzo 2021 (€ 86.788,35); 1° aprile 2021 – 30 giugno 2021 (€ 86.788,35);  1° luglio 2021 – 31 ottobre 2021 (€ 115.717,80); 1° novembre 2021 – 28 febbraio 2022 (€ 115.717,80); 1° marzo 2022 – 31 maggio 2022 (€ 86.788,35); 1° giugno 2022 – 30 settembre 2022 (€ 108.347,24); 1° ottobre 2022 – 31 gennaio 2023 (€ 108.347,24);  1° febbraio 2023 – 31 maggio 2023 (€ 108.347,24);  1° giugno 2023 – 30 settembre 2023 (€ 108.347,24); 1° ottobre 2023 – 31 dicembre 2023 (€ 81.260,43); 1° gennaio 2024 – 31 marzo 2024 (€ 81.260,43); 1° aprile 2024 – 30 giugno 2024 (€ 81.260,43);  1° luglio 2024 – 30 settembre 2024 (€ 81.260,43); 1° ottobre 2024 – 31 dicembre 2024 (€ 81.260,43) e 1° gennaio 2025 – 30 giugno 2025 (€ 162.520,86).

La proceduta di gara è stata finalmente approvata a luglio 2020, con determina del Settore Opere Pubbliche del Comune dell’Aquila, per un importo complessivo pari ad  1.034.804 euro.

Il 30 dicembre 2020, è stata approvata in via definitiva la progettazione del servizio in questione ed stata estesa la durata dell’appalto da 12 a 24 mesi ed è stato conseguentemente ridefinito il quadro economico del servizio, prevedendo un importo complessivo di 2.069.459 euro.

Il 9 marzo del 2021 è stata finalmente indetta la gara, con scadenza il 7 aprile dello stesso anno, con commissione individuata, come si legge sul sito del Comune, nei dirigenti Berardino Tarquini, presidente, Carlo Cafaggi e Antonello Giampaolini. Responsabile unico del procedimento Roberto Franchi, responsabile della procedura  di gara Amalia Presutti. Il bando a firma del dirigente settore Ricostruzione Beni Pubblici Roberto Evangelisti. Valore dell’appalto  1.668.434 euro.

Ed ecco la cronologia del successivo iter di affidamento, ripercorsa dall’Anac.

La prima seduta pubblica è del 4 novembre 2022, nel corso della quale è stata effettuata la verifica delle offerte pervenute, ben 47.

La valutazione delle offerte tecniche accolte, in numero di 36, si è tenuta nel periodo compreso tra il 10 febbraio 2023 e il 6 marzo 2025, ovvero in più di due anni.

La seconda seduta pubblica si è tenuta 12 giugno 2025, nel corso della quale è stata data comunicazione dei punteggi attribuiti alle singole offerte tecniche e si è proceduto all’apertura delle buste contenenti le offerte economiche dei concorrenti ammessi, attribuendo i relativi punteggi e procedendo alla formazione della graduatoria provvisoria.

Primo classificato è risultato dunque il Consorzio Progetto Multiservizi – Consorzio stabile di Roma, il quale ha però indicato quale consorziata esecutrice del servizio, al 100%, ancora una volta la Cooperativa Cooper Pul di Salerno.

Il 25 settembre 2025 il Comune dell’Aquila ed il Consorzio Progetto Multiservizi-Consorzio stabile hanno stipulato il contratto di appalto, per un importo complessivo, all’esito del ribasso offerto,  di 796.774 euro, per una durata di due anni, con avvio dell’esecuzione del servizio a decorrere dal 1° ottobre 2025 da parte del consorziato Cooper Pul.

Ebbene, tira le somme l’Anac: “sulla base delle risultanze istruttorie, la gestione della procedura di gara per l’affidamento del servizio di cui si tratta presenta profili di criticità e di anomalia sotto il profilo temporale e organizzativo”.

In quanto non risulta che dopo la prima scadenza del 2019 il Comune dell’Aquila “abbia programmato con congruo anticipo l’avvio di una nuova procedura di gara, né che abbia saputo condurre in modo tempestivo ed efficace quella successivamente intrapresa, determinando così un notevole allungamento dei tempi di affidamento ed un conseguente reiterato ricorso alle proroghe tecniche in favore della Cooperativa uscente”.

Lungaggini che hanno “consentito al medesimo operatore economico di beneficiare di affidamenti diretti per un valore complessivo di oltre due milioni di Euro, ben superiore a quello originariamente previsto dal contratto di appalto del 2018, pari a 347 mila euro, in assenza di confronto concorrenziale”.

Non solo, in questa situazione alcuni operatori economici potrebbero non essere stati più in grado “di confermare nel 2025 un’offerta presentata nel 2021, perché divenuta non più sostenibile e dunque rinunciare alla partecipazione, visto che il mancato adempimento alla richiesta di conferma/proroga comporta l’esclusione dalla gara”.

Questo perché “il significativo lasso temporale trascorso tra l’aggiudicazione (avvenuta ad agosto 2025) e la predisposizione degli elaborati progettuali (risalenti al 2020) solleva criticità sotto il profilo dell’attualità e congruità tecnica ed economica degli atti di gara e dell’offerta presentata, in quanto l’affidamento di un servizio che deve garantire la pulizia e l’igiene ambientale di un numero consistente di edifici distribuiti su più insediamenti presuppone una corretta ed aggiornata valutazione dei relativi costi”. e ski ricrda che le Tabelle ministeriali sul costo medio del lavoro per il settore pulizia e multiservizi hanno subito rilevanti aggiornamenti dal 2020 ad oggi.

A ciò si aggiungono le note variazioni dei prezzi delle materie prime, dei prodotti chimici e delle attrezzature di settore.

L’Anac conclude che l’iter è difficilmente conciliabile “con i principi di tempestività, efficienza e buon andamento dell’azione amministrativa”, sancito dall’articolo 97 della Costituzione, e a caduta dalla normativa vigente, che stabilisce altresì che “l’affidamento degli appalti di servizi deve svolgersi nel rispetto dei principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità.

Si rende pertanto necessario che, “nella fase di esecuzione del contratto, il Comune dell’Aquila assicuri un sistema di controllo effettivo, continuativo e adeguatamente tracciabile, idoneo a verificare puntualmente la regolare esecuzione del servizio, la qualità delle prestazioni rese e la loro piena conformità alle prescrizioni contrattuali e all’offerta migliorativa”.