L’AQUILA – Il Teatro Stabile Abruzzese (Tsa) deve diventare l’incubatore e il partner delle realtà dinamiche del panorama teatrale abruzzese.
Questo è l’obiettivo di Progetto Abruzzo, nuova attività di produzione del Tsa in collaborazione con le Amministrazioni provinciali abruzzesi, illustrata oggi alla stampa dal Presidente dell’Ente, nonché assessore alle Politiche culturali, Mauro di Dalmazio.
“Progetto Abruzzo – ha affermato – è la prima tappa di un percorso da incentivare, che vuole consolidare il Teatro Stabile Abruzzese come un punto di riferimento ed uno strumento di sostegno alle realtà teatrali del territorio”.
“Pur in una fase di grandissima ed intuitiva emergenza – ha continuato Di Dalmazio – il Teatro Stabile non ha registrato battute d’arresto ed anzi ha raggiunto i livelli di produzione richiesti dal Ministero ed è riuscito, pur tra mille difficoltà logistiche ed organizzative, a proporre una stagione di prosa che ha riscontrato un grande successo di pubblico”.
“In tal senso ancora una volta va un ringraziamento al personale che ha lavorato in condizioni difficilissime. Ora – ha concluso l’assessore – con il Progetto Abruzzo inizia anche una fase propositiva nuova del Teatro Stabile”.
Di Dalmazio, inoltre, illustrando l’iniziativa, ha sottolineato la grande sinergia istituzionale con le Province, che dovrà guidare anche il processo di necessaria riforma del sistema cultura.
In tal senso ha annunciato che “subito dopo l’ estate verrà organizzato insieme ad esse un momento di ampio dibattito e confronto pubblico con le istituzioni e gli operatori, al fine di delineare gli scenari futuri e di approfondire le ipotesi di riforma normativa”.
L’assessore ha inoltre espresso il suo totale appoggio all’iniziative della Notte bianca.
“Deve tenersi nella Zona Rossa dell’Aquila – ha dichiarato – per incentivare il recupero della coesione identitaria, nonché dei luoghi e degli spazi del capoluogo”
Di Dalmazio ha quindi lanciato una sfida: “Si sta lavorando in sinergia con le Province abruzzesi per cambiare il sistema. Dovremo farlo nella convinzione della imprescindibilità di un sistema cultura di qualità, ma anche nella responsabile consapevolezza che non potranno più esistere acritiche ed infruttifere rendite di posizione, delle difficoltà del momento storico e della necessità di superare la logica improduttiva della cura esclusiva del proprio orticello e del campanilismo sterile”.






