L’AQUILA – “Sulla carta abbiamo sei sostituti, ma di questi tre sono ancora nei loro uffici originari, per la burocrazia legata al trasferimento ed anche per la resistenza degli uffici”.

Così il procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini (nella foto), commenta la situazione della sua struttura, alle prese, dopo il sisma con un rilevante lavoro supplementare per via delle tante inchieste legate al terremoto, a partire da quella sui crolli per finire a quelle sui grandi appalti e sulle eventuali infiltrazioni mafiose.

 “Lavoriamo molto – aggiunge Rossini – ed essendo impegnati su più fronti certo abbiamo bisogno di rinforzi e confidiamo sul fatto di poter disporre a breve delle unità che ci sono state assegnate”.