L’AQUILA – Dopo l’approvazione del “processo breve” a Montecitorio, restano diametralmente opposte le visioni su quali saranno gli effetti sui procedimenti della maxi inchiesta sui crolli del sisma del 6 aprile 2009.
Per il governo, presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in primis, non ci saranno effetti di “prescrizione breve” a favore dei presunti colpevoli di omicidio colposo e reati collegati nei vari filoni processuali, posizione confermata anche dal ministro per la Giustizia, Angelino Alfano.
Su questo assunto si fanno scudo due dei sei parlamentari abruzzesi del Pdl, Paola Pelino e Marcello De Angelis, intervistati da AbruzzoWeb: non ci saranno effetti a sfavore dell’Aquila, dicono, per questo abbiamo seguito l’ordine di scuderia e votato sì, gesto che ha suscitato numerose polemiche.
Di tenore opposto il parere dell’avvocato aquilano Simona Giannangeli, che assiste alcune parti civili nei processi Casa dello studente e Commissione grandi rischi: a suo dire, il processo breve scalfirà tutti i procedimenti su quanto accaduto nel capoluogo dopo la scossa delle 3.32 e le rassicurazioni di premier e guardasigilli sono solo “fumo negli occhi”.
Furiosa anche la portavoce del comitato delle vittime della casa dello studente, Antonietta Centofanti: “Continueremo a esprimere il nostro dissenso, anche ai deputati pidiellini”, promette.
“Bisogna andare in giro e dire alle persone che non è assolutamente vero che la strage di Viareggio e quella dell’Aquila resteranno impunite”.
Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, secondo quanto appreso dall’Ansa, nel corso del vertice con i capigruppo della maggioranza di centrodestra a palazzo Grazioli.
Sul processo breve il premier ha detto che “c’è molta disinformazione, dobbiamo spiegarlo meglio alle persone”.
ALFANO: ”IMPATTO SULL’AQUILA BUGIA COLOSSALE”
L’AQUILA – Sono “bugie colossali” quelle che vogliono far credere che la prescrizione breve avrà un impatto sui procedimenti relativi al disastro ferroviario di Viareggio e al terremoto dell’Aquila.
Lo ha detto oggi a Berlino il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
“Fa specie ascoltare ancora che queste norme avrebbero un impatto sul disastro ferroviario di Viareggio oppure sul terremoto dell’Aquila – ha sottolineato Alfano – Si tratta di bugie colossali, perché il termine di prescrizione dei reati ipotizzati, per esempio nel caso del disastro ferroviario di Viareggio, a seconda del capo d’imputazione è il 2035 o il 2042”.
Alfano ha ricordato che “sull’Aquila proprio io, come ministro della Giustizia, ho fatto tanto per rimettere in sesto subito, per rifare funzionare immediatamente il servizio giustizia. L’anno scorso – ha aggiunto – andai appositamente a inaugurare l’anno giudiziario all’Aquila e ricordo che il Venerdì santo di due anni fa, pochissimi giorni dopo la tragedia, lo Stato fu in grado di sottoporre a processo i presunti sciacalli delle ore successive al terremoto”.
Nel caso di omicidio colposo, ha spiegato il ministro, “la data di prescrizione è ancora più in là e ci porta a oltre 30 anni”.
Per questo, ha concluso, “affermare che questa norma incida su quegli argomenti e su qui processi è veramente una bugia colossale che offende qualunque persona in buona fede e di buon senso”.
L’AQUILA – “Tutti i processi sui crolli del terremoto dell’Aquila non sono immuni dalla scure del processo breve”.
Lo afferma l’avvocato Simona Giannangeli, uno dei legali che rappresenta le parti offese nei processi della Casa dello studente, della palazzina in via Luigi Sturzo e quello contro la commissione Grandi Rischi.
“È chiaro – spiega l’avvocato – che con questa legge tutti i processi in cui i titoli di reato sono omicidio colposo e disastro, a meno che non accada un miracolo e si riesca a procedere in maniera spedita in tutte le fasi, corrono il rischio di non andare mai a sentenza”.
“C’è rabbia, preoccupazione e senso di incredulità – sottolinea – Per salvare una persona si approva una legge che non esiste nell’ordinamento legislativo europeo e oserei dire internazionale”.
Grande è il disappunto soprattutto per quei deputati abruzzesi che hanno votato a favore del processo breve. “C’è molta rabbia, è l’ennesima constatazione di menefreghismo da parte di chi è stato votato dalla gente di questa stessa terra”.
Sulle rassicurazioni fatte dal ministro Alfano e dallo stesso presidente Berlusconi, la Giannangeli parla di “fumo negli occhi delle persone”.
Nonostante la rabbia, comunque, non prevale la rassegnazione. “Protesteremo fino alla fine – ribadisce – è una battaglia che non intendiamo abbandonare”.
Annunciano battaglia anche i comitati dei familiari delle vittime, che, a nome di Antonietta Centofanti, portavoce del Comitato delle vittime della Casa dello studente e zia di Davide, morto quella tragica notte insieme ad altri sette suoi compagni nella residenza universitaria, fanno sapere: “Continueremo a esprimere il nostro dissenso, lo diremo chiaramente anche ai deputati abruzzesi della maggioranza che si sono espressi contro l’emendamento”.
“Siamo molto preoccupati – prosegue – per questa ulteriore riduzione dei tempi sancita nel provvedimento sul processo breve. Temiamo di non riuscire ad arrivare a una sentenza definitiva. Il processo sul crollo della Casa dello studente si annuncia lungo, ci sono ben 11 imputati, tanti testimoni da ascoltare e numerosissime perizie”.
La Centofanti, in prima linea ieri nel sit-in di protesta davanti a Montecitorio, si dichiara molto delusa dai parlamentari abruzzesi, che “respingendo l’emendamento che avrebbe escluso i processi dell’Aquila hanno dato un segnale di profonda indifferenza”.
Agli stessi parlamentari di maggioranza, il comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente qualche giorno fa aveva lanciato un appello affinché riflettessero bene prima di votare la legge.
“Nessuno ci ha mai risposto”, chiosa amaramente la Centofanti. (e.m.)
L’AQUILA – “Nessun rischio per i processi legati ai crolli del terremoto” e “strumentalizzazione della sinistra”: sono le parole ricorrenti tra i parlamentari abruzzesi del Pdl, all’indomani del voto sul ‘processo breve’.
PELINO: “NESSUN RISCHIO PER I PROCESSI DEI CROLLI SUL TERREMOTO”
“I parenti delle vittime dei crolli per il terremoto, così come quelli per la strage di Viareggio, non corrono alcun rischio di veder vanificate le loro legittime aspettative di giustizia e verità”.
Ad affermarlo è l’onorevole Pdl Paola Pelino, all’indomani del voto alla Camera della norma sul cosiddetto ‘processo breve’ che accorcia i tempi della prescrizione.
“I processi dell’Aquila e Viareggio – ha spiegato – non sono interessati dalla legge approvata a Montecitorio e ieri il deputato Maurizio Paniz, che è un avvocato, ha spiegato chiaramente queste cose alle persone che protestavano in piazza”.
“Ancora una volta – ha osservato la parlamentare sulmonese – bisogna registrare una strumentalizzazione del centrosinistra che ha voluto a tutti costi attaccare il premier, Silvio Berlusconi e il governo. Io ho votato la norma solo dopo averla letta e aver capito cosa conteneva”.
“La prescrizione breve – ha aggiunto – mi auguro possa essere anche un pungolo per i magistrati affinché velocizzino la loro attività. Non è possibile che le persone, incensurate (alle quali si rivolge il provvedimento) restino in attesa di un giudizio definitivo per 10-15 anni”.
DE ANGELIS: “SCIACALLAGGIO ALLARMISTICO”
L’AQUILA – Un brutto esempio “di sciacallaggio allarmistico”: così il deputato del Pdl Marcello De Angelis ha bollato le critiche al via libera da parte di Montecitorio al provvedimento sul cosiddetto ‘processo breve’, che riduce i tempi della prescrizione per gli imputati incensurati. Il parlamentare, come gli altri colleghi abruzzesi pdiellini ha votato il provvedimento, ha difeso la sua scelta portando ad esempio il processo per il crollo della casa dello studente.
“Bisogna innanzitutto dire che ancora non c’è un imputato per quel procedimento – ha spiegato De Angelis – Qualora qualcuno degli indagati venisse riconosciuto colpevole del reato di omicidio colposo la prescrizione non è inferiore a undici anni e otto mesi, mi sembra. Sostenere che il processo è a rischio vorrebbe dire che il procedimento per il crollo della casa dello studente durerà almeno dodici anni: un lasso di tempo inaccettabile in un paese ‘normale’, che giustifica la bontà del provvedimento votato ieri in aula”.
“Pretestuose e strumentali”, pertanto, sono per il parlamentare le critiche piovute da partenti delle vittime e da esponenti politiche del centrosinistra, e spiega perché: “chi protesta dà già per scontato che gli indagati saranno imputati per i reati contestati e che il processo durerà più di dodici anni. Mi spiegate come si può fare una simile supposizione?”
Ieri, comunque, i parenti delle vittime della casa dello studente, per il disastro ferroviario di Viareggio e della Moby Prince hanno protestato davanti la sede del Parlamento:
“Quando hanno annunciato la protesta fuori Montecitorio mi sono molto rattristato – ha detto il deputato – E mi sono ancora più rattristato quando una parte politica ha cavalcato questa tragedia per fare della polemica sulle sofferenze delle persone. Bisogna smetterla di smuovere i morti per rincorrere dei fini politici”. (g.a.)
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