L’AQUILA – “Gli sciami sismici che corrono lungo le faglie dell’anima, morali, sociali o psicologiche sono attive e creano sofferenza negli uomini. Tutto questo è dolore e ci spinge alle ricerca del senso, ma alla fine è tutto sintetizzato nella storia di Gesù Cristo, nella sua passione. Possiamo riconoscerci in ogni momento della sua vita, ma soprattutto nei passaggi che hanno caratterizzato la fine della sua esistenza e della sua resurrezione. Non ci dobbiamo sentirci vinti, perché nel Signore risorto possiamo trovare la forza di rialzarci in piedi”. 

Così l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi ha chiuso, davanti a centinaia di persone, la processione del Venerdì Santo nel capoluogo d’Abruzzo, con una riflessione profonda sul significato della passione, ma anche della rinascita per una città ancora ferita, tra le transenne per i pericoli terrorismo. 

La processione, una delle più sentite in Abruzzo, regione in cui c’è anche la più antica, quella di Chieti, che risale addirittura all’842 d.C e che oggi ha visto la partecipazione di 30 mila persone, è iniziata alle 20 in punto dalla Basilica di San Bernardino, ha attraversato le vie del centro storico, tra i palazzi in ricostruzione post-sisma. le gru e le architetture restaurate. 

Sulle note del Miserere, tanti aquilani e credenti hanno sfilato aspettato che passasse il Cristo Morto, “scortato” quest’anno dagli uomini della Prefettura dell’Aquila. 

Luci tenui, tanti rappresentanti delle comunità locali, associazioni di volontariato, protezione civile e ragazzi che hanno portato sulle loro spalle veri e propri simboli di rinascita.  

Canti e preghiere hanno scandito il cammino, iniziato lungo corso Vittorio Emanuele II, proseguito in piazza Duomo, daventi la chiesa di San Marco e Sant’Agostino, per poi risalire corso e rientrare nella Bbasilica, con un momento di raccoglimento davanti all’attuale sede della Prefettura. 

A sfilare insieme alla istituzioni religiose, monsignor Orlando Antonini e il rettore di San Bernardino, frate Daniele Di Sipio, anche le autorità cittadine: in prima fila il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, seguito da alcuni rappresentati dell’amministrazione comunale, tra cui il vice sindaco Guido Liris.

Presenti, tra gli altri, anche il neo deputato e assessore Luigi D’Eramo, il presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari, gli assessori Sabrina Di Cosimo, Carla Mannetti, Emanuele Imprudente, Alessandro Piccinini, i consiglieri comunali Giancarlo Della Pelle, Raffaele Daniele, Daniele D’Angelo, Leonardo Scimia, Roberto Silveri e il consigliere straniero Nezir Dakaj. oltre al capo di gabinetto  Andrea Di Biase.

 
LE PROCESSIONI IN ABRUZZO

 

PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO DI CHIETI 

La processione del Venerdì Santo di Chieti è tra le più antiche d’Italia. La sua origine risalirebbe all’842 d.C., anno in cui si concluse ufficialmente la ricostruzione della prima cattedrale ed attuale la cripta della nuova cattedrale. La sua conformazione attuale risale, però, solo al XVI secolo, quando nacque l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti che, ancora oggi, ne cura l’allestimento e la preparazione.

La processione avrà inizio anche quest’anno verso le 19, dalla cattedrale di San Giustino, patrono di Chieti. Lungo gran parte del percorso sono presenti i tripodi accesi con fuoco di cera, un tempo necessari per la luce e per bruciarvi incensi ed aromi. Intanto, in cattedrale, alla fine della sacra funzione, sulla scalinata del presbiterio si esibisce il coro per tenori primi, tenori secondi e bassi e composto da oltre 160 elementi che intona il Miserere composto verso il 1740 da Selecchy maestro di cappella della cattedrale. L’orchestra è composta da violini, viole, violoncelli, flauti traversi, clarinetti, fagotti e, ultimamente, sassofoni ed è diretta dal maestro di cappella Peppino Pezzullo mentre il coro è diretto dal maestro Loris Medoro.

Il percorso della Processione rispetterà il seguente itinerario: partenza dalla cattedrale, piazza San Giustino, via Pollione, Piazza Valignani, via C. De Lollis, piazza Matteotti, via Arniense, via dei Crociferi, via degli Agostiniani, via Toppi, C.so Marrucino, Piazza Valignani, via dei Domenicani, Largo Barbella, via M. V. Marcello, piazza Templi Romani, via Priscilla, via Ravizza, via Zecca, piazza Trento e Trieste, corso Marrucino, piazza Valignani, via Pollione, piazza San Giustino.

LA “DESOLATA” DI TERAMO 

Prenderà il via alle prime luci dell’alba, del Venerdì Santo a Teramo, la tradizionale e antichissima processione della “Desolata”. Il rito religioso più sentito dai fedeli teramani, si rinnova dal 1260 e rappresenta il disperato cammino della Madonna alla ricerca del figlio morente e per questo anche il dolore di tutte le madri che hanno perso il proprio figlio.

Il corteo si avvia con la statua lignea dell’Addolorata per il giro delle “sette chiese” del centro storico che rappresentano i sette dolori della Madonna, aperta da un gruppo di donne velate di nero che cantano canti della Passione, accompagnate dai componenti della confraternita dei Cinturati, che organizza la processione mattutina. il pellegrinaggio si snoderà lungo il percorso attraverso le chiese di San Domenico, Santo Spirito, Madonna del Carmine, Madonna delle Grazie, Sant’Antonio e l’Annunziata, fino al rientro in Duomo dopo circa 3 ore di rito. A seguire intorno alle 19 la processione della sera, a partire dalla  chiesa della Santissima Annunziata,  aperta da un confratello dell’Annunziata incappucciato e vestito di nero, che porta una pesante croce di legno illuminata sui tre bracci. Il simulacro del Cristo morto è adagiato su una lettiga, tra le più grandi d’Abruzzo: ricco di veli e stoffe preziose. Seguono le Cantarine che intonano le ‘lamentele’, le ‘addoloratine’, sette bambine vestite di nero che simboleggiano i sette dolori di Maria e la Veronica, bambina vestita con una tunica nera ed un velo viola con in mano un panno bianco con il volto di Cristo.

PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO DELL’AQUILA 

Il venerdi santo aquilano avrà inizio alle 15 nella chiesa in cui riposa  San Bernardino dove si terrà la Liturgia della Passione. A seguire, alle 16,30, nella basilica di San Giuseppe artigiano, in via Sassa, il conservatorio aquilano Alfredo Casella, nel cinquantenario della sua istituzione, offrirà un concerto dove gli allievi eseguiranno lo Stabat Mater di Pergolesi e arie di Bizet, Faurè e Rossini “poiché – ha sottolineato il direttore Domenico Piermarini – questo tipo di musica ben si inserisce nello spirito che caratterizza la settimana Santa ed offre al credente un momento di grazia”.

Poi a sera in coincidenza dei 99 rintocchi, usciranno da San Bernardino i simulacri, realizzati a partire dal 1954 per volere di un aspirante frate il teatino Nicola Roccioletti e che ne curò personalmente la “regia” anche da ultranovantenne. La processione percorrerà le vie silenziose del centro storico animate soltanto dal canto de il Miserere di Selecchy intonato dal Coro del Venerdì Santo, ensemble delle varie corali cittadine, coordinato dal maestro Vincenzo Vivio e diretto dal maestro Carlo Mantini ed accompagnati dagli archi dei ragazzi della Scuola media Dante Alighieri, indirizzo musicale.

La principale novità quest’anno è rappresentata dalla scorta d’onore: è la prima volta, dal 1954, che sarà effettuata dal personale della Prefettura. Il Palazzo di Governo, inoltre, vecchie e nuova sede, sarà omaggiato anche dal percorso, con bambini vestiti da angeli che recheranno in mano cartelli con su scritte frasi dei salmi.

Questo il percorso: basilica di San Bernardino, via San Bernardino, corso Vittorio Emanuele (lato Portici), piazza Duomo, via Indipendenza, via Cesare Battisti, corso Federico II, corso Vittorio Emanuele, via San Bernardino, sagrato basilica di San Bernardino. 

Martedì scorso si è svolta al Munda una conferenza con cui è stato ricordato Remo Brindisi, autore di 14 simulacri della Processione aquilana, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. A tratteggiare la sua figura è stata la pronipote milanese Linda Brindisi, artista anche lei che nel novembre scorso si è laureata all’ Accademia di Brera con una tesi sullo zio, la prima discussa in un Ateneo statale, in cui ha parlato anche dei simulacri aquilani, entrati, pertanto seppur in foto, nella prestigiosa Università.

LE PROCESSIONI DI PESCARA 

A Pescara, in occasione del Venerdì Santo, vengono organizzate diverse Processioni del Cristo Morto. 

La principale, alla quale partecipa l’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti, avrà inizio alle ore 19 da piazza Sacro Cuore, Corso Umberto , via Nicola Fabrizi, via Venezia, corso Vittorio Emanuele, ponte Risorgimento, via Conte di Ruvo , Cattedrale di San Cetteo.

La processione della Parrocchia della Madonna dei 7 Dolori avrà invece inizio alle ore 19.30 e partirà dal piazzale antistante il Santuario, che si trova in zona Colli, e percorrerà la Strada Vecchia della Madonna, via Monti di Campli, via Fonte Romana, via Monte Pagano, via Monte Faito, via Valle di Rose e via del Santuario per concludersi nel piazzale parrocchiale.

La processione della Parrocchia della Beata Vergine Maria del Fuoco avrà inizio alle ore 20 da via Stradonetto per percorrere via Sacco, via Lago di Borgiano, via Tavo e via Stradonetto per concludersi nel piazzale della chiesa.

Infine la processione della Parrocchia di San Pietro Martire avrà inizio alle ore 19. 30 dal piazzale delle chiesa per percorrere Via Fontanelle fino al civico 1 e poi, a ritroso, tornare nel piazzale della chiesa.