L’AQUILA – Sono partiti da pochi giorni i lavori per far rinascere il prato di Collemaggio, ma dopo aver tanto atteso, a qualcuno non stanno bene.
È per esempio caso del giornalista Luigi Marra, lettore di AbruzzoWeb, che lancia un’idea a puro titolo di provocazione, quella di rifare un piazzale in pietra abbassandolo di livello per far “emergere” la splendida facciata.
Come anni fa ebbe a scrivere Maria Pia Renzetti, la massa di verde davanti alla Basilica di Collemaggio è un insulto all’arte.
La delicatezza della facciata, infatti, sarebbe, anzi è compromessa da una massa di verde che la deprime, tanto è vero che l’architetto Moretti, stupendo Sovrintendente, aveva ipotizzato per il piazzale un basamento in pietra, la stessa pietra usata per la Basilica, con piccole zone verdi intorno.
E inoltre aveva giustamente ipotizzato un abbassamento di diversi centimetri di tutto il piazzale, così che la facciata della Basilica fosse più in alto per poter meglio essere ammirata nella sua eleganza.
Purtroppo non fu consentito all’architetto Moretti di completare il suo progetto su Collemaggio.
Oggi ne paghiamo le conseguienze. A prescindere dal piazzale, il terremoto infatti ha gettato giù il transetto, cioè quella parte della Basilica dove Moretti non aveva potuto operare, perché i soloni gran menti (politiche?) gli avevano imposto di bloccare i lavori.
Per tornare al piazzale, l’amministrazione comunale dell’epoca pensò bene al grande prato verde, forse perché voleva far giocare a pallone i pensionati, e lo realizzò, uccidendo i colori delicati della facciata.
Lo realizzò, bisogna aggiungere, lasciando il terreno più alto della base della Basilica, così che il monumento stesso veniva appiattito.
Un insulto all’arte, del quale abbiamo tristemente il primato.
ARTICOLI CORRELATI:



