L’AQUILA – “La notizia riportata ieri in alcuni titoli di giornale che ‘l’area di Porta Barete diventa pubblica’ non è vera, pertanto preghiamo di non riportarla”. 

Lo scrivono in una nota inviata a tutte le redazioni, fuorché ad AbruzzoWeb, i residenti del civico 207, il palazzo in attesa di ricostruzione che si trova sull’area archeologica di Porta Barete (L’Aquila).

La nota del civico arriva dopo le dichiarazioni del segretario regionale ai Beni culturali Berardino di Vincenzo che ha annunciato di aver inviato a tutti i condomini il decreto di “immissione in possesso” delle aree di lavoro per il tempo di esecuzione dei lavori di valorizzazione del tratto di mura di via Vicentini. 

Questo giornale, fuori dalla mailing list dei residenti del civico 207, è venuto in possesso della nota inviata alle redazioni dal condominio che intende smentire su altri organi di stampa, una notizia pubblicata proprio da AbruzzoWeb che tra l’altro nei mesi scorsi ha sempre lasciato spazio ai comunicati del civico. 

Questa redazione resta aperta in ogni caso ad eventuali rettifiche o precisazioni. 

Nella nota, il civico annuncia, inoltre di aver richiesto un sopralluogo del ministro dei Beni e delle Attività culturali e dell Turismo Dario Franceschini sull’area di Santa Croce e Via Vicentini. (m.gal)

LA NOTA INTEGRALE A FIRMA DEL CIVICO 207 VIA ROMA 

I residenti di Via Roma 207, l’edificio la cui ricostruzione post-sisma è stata bloccata da un’oscura vicenda con cui pretestuosamente si vuole imporre la delocalizzazione di un solo  condominio per aprire un varco sulle mura urbiche, hanno scritto al Ministro Franceschini per chiedere un sopralluogo e venire finalmente a toccare con mano di che cosa si parla quando si dice “porta barete”. 

E vedere che cosa c’è intorno. A seguito dei ritrovamenti archeologici recentemente avvenuti sotto altri condomini (diversi dal civico 207), nell’area di Santa Croce, i residenti di via Roma 207 rendono noto di aver fatto richiesta di sopralluogo al Ministro Franceschini, al fine di favorire un celere riavvio della ricostruzione per tutti, senza disparità di trattamento. 

Non è possibile intraprendere una strada così costosa per il Mibact, per gli aquilani e per i cittadini italiani senza che il Ministro On. Dario Franceschini, abbia preso visione dei luoghi e contezza di quanto (non) è stato ritrovato e di quale (ir)rilevanza archeologica e turistica si possa parlare per quell’area altamente urbanizzata. 

Un sopralluogo del Ministro sarà fondamentale ed imprescindibile per mettere la parola fine alla vicenda. 

D’altra parte, i fiumi di parole versati nei decreti di vincolo per quell’area non possono non destare l’interesse e la curiosità del Ministero e del Ministro. Se veramente crede alla rilevanza archeologica dell’area, il Ministro dovrebbe accettare di buon grado una visita. Da parte nostra, se non fossimo più che certi di ciò di cui stiamo parlando, non ci esporremmo al rischio di una simile verifica. 

C’è poi la questione dei nuovi ritrovamenti e l’eventualità di uno stop alla ricostruzione di altri stabili: ipotesi che, per quanto è stato fatto e detto fino ad oggi, non potrà essere superata nel silenzio generale di chi fino a ieri ha strillato a gran voce.

Per il condominio di via Santa Croce n. 8 la ricostruzione (7 piani) è prevista a pochi metri dalla chiesa di Santa Croce, bene culturale riconosciuto e citato ampiamente in decreti di vincolo e svariati documenti; per via Santa Croce n. 6 vedremo se il Mibact stipulerà un contratto con gli archeologi (come accaduto con il condominio di via Roma 207).

L’area dei due condomini di S. Croce 6 e 8 era occupata dall’antico convento e dal tracciato originario delle mura urbiche, pertanto non potranno non essere previste ulteriori indagini e successivi vincoli al tracciato originario delle mura della città. Da parte nostra, ci batteremo fino in fondo affinché in questa città siano rispettati i diritti di tutti e non solo quelli di alcuni.