L’AQUILA – Né della Regione, né delle Province, e nello stesso tempo di tutte e due: restano nel limbo dell’incertezza e della confusione le Polizie provinciali d’Abruzzo che, a breve, non avranno più nemmeno i soldi per comprare il carburante delle loro autovetture.

Il motivo sarebbe che la Regione Abruzzo che doveva assorbire questa funzione, a oggi in carico alle province, come previsto dalla riforma Delrio, tarda nell’approvare una delibera di Giunta che sancirebbe il definitivo passaggio, previsto della legge Delrio, con cui le Province sono state degradate a enti di secondo livello, e con sempre meno fondi per gestire le poche deleghe che gli sono rimaste, viabilità, edilizia scolastica e poco altro, il cui personale, ora dimezzato è trasitato in buona parte alla Regione, e poi ai comuni e ai ministeri, mentre altro è stato accompagnato alla pensione.

Vittime di questa vicenda sono ora i 37 agenti della Polizia provinciale, 22 in servizio nella provincia dell’Aquila, 7 in quella di Teramo e 8 in quella di Chieti.

La Provincia di Pescara ne è sprovvista. I componenti del corpo sono pagati dalla Regione, con il meccanismo dell’avvalimento, ma restano dipendenti delle Province, che come noto non hanno più un becco di un quattrino, da qui le crescenti difficoltà per poter svolgere al meglio il loro compito.

A recarsi in Regione per chiedere notizie della famosa delibera, è stato Carlo Ciuffetelli, ispettore capo della Polizia provinciale dell’Aquila, in un colloquio con il presidente della terza commissione agricoltura Lorenzo Berardinetti.

“Sollecitiamo la Regione – è l’appello di Ciuffetelli – a definire finalmente la nostra posizione, con la chiusura del passaggio delle competenze”.

Allo stato attuale, insomma, la polizia provinciale ha sempre più difficoltà operative, venendo meno un coordinamento unico, in capo alla Regione. A oggi gli agenti non possono operare su tutto il territorio regionale, ma restare dentro i confini provinciali, che è un fattore che ne limita le potenzialità, tenuto conto che il provincia di Pescara la polizia provinciale come detto non c’è.

E servirebbero adeguate risorse, per gli equipaggiamenti e per il parco macchine, che le province non sono più in grado di garantire.

“Noi siamo il braccio operativo su fronti molto importanti, contrastiamo il bracconaggio, facciamo selecontrollo della fauna selvatica, servizio antincendio, e contrastiamo i reati di inquinamento. La nostra piena operatività è un qualcosa che deve interessare tutti i cittadini”, conclude Ciuffetelli.