L’AQUILA – Cadono le prime “doppie poltrone” dei politici abruzzesi eletti parlamentari nelle nuove e traballanti Camere alle ultime elezioni politiche e per questo incompatibili con gli incarichi che avevano in precedenza presso gli enti locali.
E tra chi fa la scelta più ovvia, come lasciare il Consiglio regionale e restare in Senato, vedi Federica Chiavaroli (Popolo della libertà), c’è anche chi medita di tenersi l’incarico meno prestigioso e più faticoso, ma anche più sicuro, come il deputato e coordinatore regionale dello stesso partito, Filippo Piccone: “Potrei restare sindaco di Celano”, annuncia ad AbruzzoWeb.
NORME E STRATEGIE
I primi a muoversi sono quelli che almeno sulla carta devono spicciarsi un po’ di più perché hanno una incompatibilità “costituzionale”, sancita dall’articolo 122 della Carta.
In particolare, la pescarese Chiavaroli che, una volta eletta, ha bloccato subito lo stipendio da consigliere regionale e, dopo qualche settimana di attesa, si è dimessa dai banchi di palazzo dell’Emiciclo.
Accanto a lei ci sono casi differenti come quello del marsicano Piccone. Poté restare sindaco di Celano (L’Aquila) nel 2006, quando fu eletto per la prima volta a Roma, al Senato, mentre anche all’inverso ha potuto riconquistare il Comune nel 2010, mantenendo contemporaneamente lo scranno a palazzo Madama.
Oggi, invece, le norme sono cambiate con l’arrivo del decreto legge 138/2011 e dovrà decidere, sindaco o deputato? A sentirlo ha ancora qualche dubbio e non tanta fretta di procedere.
C’è, infine, chi incompatibile non lo è per legge, ma assomma comunque incarichi e per buon senso qualcosa dovrà lasciare, vuole lasciare. È il caso, per esempio, di Stefania Pezzopane, aquilana, Partito democratico, all’esordio in Senato.
Ha due assessorati pesanti del Comune dell’Aquila, Cultura e Sociale, e tanta voglia di concentrarsi solo sul mandato romano. Ma da quanto spiega è costretta ad attendere che la maggioranza trovi la quadra sul suo rimpiazzo, e lo stesso vale per la sua carica di consigliere provinciale, dove aspetta l’ok del Pd.
LA PAROLA AGLI “INCOMPATIBILI”
Chi le dimissioni le ha già presentate è la Chiavaroli, “il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano le ha annunciate nell’ultima seduta e ora spetterà a loro portare avanti le procedure per la surroga. Ci tengo a sottolineare che il 15 marzo, appena proclamata eletta – sottolinea – ne ho dato comunicazione alla Regione Abruzzo che ha provveduto a sospendermi l’intero trattamento economico, non solo l’indennità: non ho più preso neanche un centesimo e con quello mi sono messa serena con la coscienza”.
La Chiavaroli ha anche una terza poltrona, quella di consigliere comunale a Pescara, “ma quella è assolutamente compatibile, la conserverò e prenderò in considerazione altre decisioni solo se capirò che non riesco a portare avanti il lavoro”, promette.
Piccone si attiene strettamente alle norme, guadagnando così qualche settimana o forse più. “La mia incompatibilità non è sancita dalla Costituzione – ricorda – e da prassi e regolamento la dovrebbe rilevare la Giunta per le elezioni. Non appena accadrà deciderò per quale carica optare”.
Sembra certa una permanenza a Roma, ma qui arriva la sorpresa. “Non è scontato, dipende: se non ci sarà un governo, e lo vedremo a breve, e si riandrà alle elezioni preferisco optare per il Comune”, spiega serafico Piccone.
Facile pensare che attenderà l’ultimo giorno utile prima di scegliere. “Non voglio aspettare il più possibile – assicura – ma vorrei un po’ di chiarezza e soprattutto che si esprima la Giunta per le elezioni. Se la legislatura si avvierà a una continuità deciderò immediatamente”.
Quanto alla Pezzopane, il presupposto che ricorda è che “non c’è incompatibilità di legge tra i miei incarichi”. Poi aggiunge che “per quello che riguarda il ruolo di assessore comunale, il giorno in cui sono stata eletta ho dato al sindaco Massimo Cialente la disponibilità di recedere dall’incarico: mi ha detto di aspettare per non lasciare vuoto assessorato delicato mentre stava lavorando alla soluzione. Appena sarà pronta passerò le consegne”.
Si arriva al ruolo di consigliere provinciale, pure questo compatibile, che la Pezzopane si è ritrovata dopo aver perso le elezioni provinciali nel 2010 da presidente uscente contro Antonio Del Corvo del Pdl.
“Da tempo ho espresso la volontà di dimettermi – sospira – ma ci sono problemi nella Marsica relativi al Comune di chi dovrebbe sostituirmi, Angelo Raffaele, e mi hanno chiesto di aspettare. Mi dispiace essere annoverata tra chi ha più poltrone, di fatto le voglio lasciare entrambe, ma sono anche una dirigente di partito e cerco di aiutare il Pd a non avere problemi”.
“D’altronde – conclude parlando del tema caldo delle ‘tasche’ – il compito da assessore al Comune è gratuito, ho rinunciato ai primi di marzo dopo le elezioni, così come in Provincia, lì ho rinunciato addirittura da luglio 2010”.
CHIAVAROLI (PDL): “DIMESSA SUBITO DOPO ELEZIONE”
“Già consegnate le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Consigliere regionale, con rinuncia a ogni compenso da parte della regione”.
È quanto precisa la neo senatrice Federica Chiavaroli.
“Dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere regionale e rinuncia a ogni compenso da parte della Regione Abruzzo dal giorno della mia proclamazione. È quanto ho fatto subito dopo la mia elezione – precisa la Chiavaroli – Ho inviato personalmente una missiva al presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, per formalizzare le mie dimissioni, vista l’incompatibilità costituzionale tra le due cariche”.
“Al presidente e a tutti i colleghi non posso che esprimere parole di ringraziamento per la bellissima esperienza vissuta. Resta piena, naturalmente, la mia disponibilità per ogni possibile collaborazione nell’interesse della nostra regione”, conclude.






