PINETO – C’è anche la premeditazione a rendere ancora più tragico lo scenario del duplice omicidio di sabato sera a Pineto (Teramo).

Secondo quanto riportato stamane dal quotidiano Il Centro Gabriele Peracchia , 50 anni, aveva annunciato alla madre Bianchina Pelusi: “Se papà continua così stasera lo accoppo”.

E nella serata lo scontro verbale tra padre, Pasquale di 73 anni, e figlio è degenerato: dalle parole grosse i due sono passati prima alle mani e poi Gabriele colpisce l’altro uomo con il manico di un’ascia ad una spalla. L’arnese, inoltre, sembra sia stato portato in casa da Gabriele Peracchia da fuori casa.

Nonostante il colpo subito l’anziano è riuscito a tirare un fendente con un coltello da cucina all’addome del figlio, che è riuscito a sua volta a strappare l’arma impropria dalle mani del padre, infiliggendogli dieci colpi, uccidendolo.

Il 50enne è spirato poco dopo in ospedale a causa delle lesioni riportate dopo lo squarcio all’addome.

Tra i due le liti erano sempre più frequenti dopo che Gabriele, disoccupato, aveva lasciato la Svizzera, abbandonando moglie e tre figli

Intanto, oggi nella chiesa di Sant’Agnese a Pineto si sono celebrati i funerali dei due.

I CORPI SARANNO TUMULATI UNO AL FIANCO DELL’ALTRO

PINETO – Saranno sepolti uno accanto all’altro, Pasquale e Gabriele Peracchia, padre e figlio di Pineto (Teramo) che si sono uccisi a vicenda, a coltellate.

I funerali sono stati celebrati alle 15 nella parrocchia di Sant’Agnese, poi la tumulazione nel cimitero della località balneare abruzzese.

Le salme sono state composte all’obitorio dell’ospedale di Atri (Teramo), senza che fossero eseguite le autopsie da parte dell’anatomopatologo Giuseppe Sciarra. Il magistrato di turno, Irene Scordamaglia, non ha infatti ritenuto necessario eseguire gli esami necroscopici su padre e figlio, che si sono massacrati a coltellate durante l’ennesimo litigio scatenato per la mancanza di un lavoro e dal dissidio scaturito da scelte di vita del figlio ritenute dall’anziano genitore sbagliate.

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