L’AQUILA – Il Presidente del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra, è stato ricevuto ogi nella sede del Consiglio Regionale del Lazio, dal presidente della Commissione Ambiente, Valerio Novelli, al fine di affrontare la tematica della non più rinviabile approvazione del Piano del Parco. E’ solo uno degli incontri che si sono succeduti negli ultimi mesi per portare a termine una pratica che si trascina da vent’anni.
L’Abruzzo, “azionista” di gran lunga di maggioranza del Parco, la sua parte l’ha già fatta, riuscendo in un anno mezzo colmare due decenni di ritardo, e a sottoscrivere l’intesa con i 40 comuni dell’area protetta del versante abruzzese, a cui ha fatto seguito l’approvazione della relativa delibera di giunta nel consiglio nel luglio 2017.
Manca però l’intesa con i due comuni laziali di Amatrice e Accumuli, nel Lazio, e con quelli di Arquata del Tronto e Acquasanta Terme, nelle Marche. Passaggio decisivo sarà infatti l’approvazione delle intese da parte dei rispettivi consigli regionali, a cui dovrà far seguito il via libera definitivo da parte del Ministero dell’Ambiente.
Il Piano doveva essere approvato sei mesi dopo l’istituzione del Parco avvenuta del giugno 1995, ma da allora l’area protetta è rimasta assoggettata a clausole di salvaguardia, pensate provvisoriamente vigenti per quei soli sei mesi, e che impongono vincoli molto rigorosi su tutto il territorio, provocando forti ostilità da parte delle comunità locali.






