L’AQUILA – “La Regione Abruzzo deve mettere in cima alla sua agenda anche la drammatica crisi industriale che investe la Piana del Cavaliere, in primo luogo rivedendo il nuovo bando sui Contratti di Sviluppo Locale sul quale ci risulta che, nonostante i ripetuti appelli, ancora una volta  il nostro territorio  insieme all’intera l’intera Marsica risultano escluse”.

Questo l’accorato appello del consigliere comunale di opposizione al Comune di Oricola (L’Aquila), Vincenzo Mini.

Il bando a cui si riferisce prevede lo stanziamento di  circa 2 milioni di euro da utilizzare mediante contratti di sviluppo locali,  per iniziative di localizzazione, ampliamento e ammodernamento di unità industriali in crisi.

Al bando si potrà rispondere dal 15 marzo al 30 aprile, ma il problema, sottolinea Mini, è che ad oggi esso è  riservato alle aree di crisi  della Val Vibrata, Val del Tronto Piceno, Val Sinello e Val Pescara.

“Un paradosso – argomenta – perché  è stata la stessa Regione con una delibera di giunta  del dicembre 2013 a riconoscere la Marsica come area in “Situazione di Crisi Industriale Complessa”.

Quei fondi, seppure pochi, possono rappresentare una piccola ma importante boccata di ossigeno per il distretto industriale di Carsoli e Oricola, all’estremo occidente d’Abruzzo, un tempo fiorente, grazie alla relativa vicinanza con Roma, ad appena mezzora di autostrada, e che aveva come punte di diamante i comparto della carta, della componentistica elettronica e dell’alimentare.

E dove oggi lo scenario economico è completamente mutato.

Solo qualche esempio: alla Rotosud, che stampa anche i prodotti editoriali del gruppo l’Espresso e che dà lavoro a 90 addetti, è in corso una drammatica vertenza in cui la proprietà spinge per rivedere, ovviamente al ribasso, gli accordi economici in essere e giudicati non più sostenibili. Al Sole 24 ore, dove viene stampato il noto quotidiano economico, sono stati applicati i contratti di solidarietà per tutti dipendenti del sito. Hanno invece già chiuso i battenti a fine 2013 la Web Color, la Telestampa Centro Italia, dove venivano stampati giornali come l’Unità e il Giornale.

Fatale, per il distretto della carta, non solo la crisi dell’editoria e la drastica riduzione delle copie dei giornali venduti in edicola, ma anche il prezzo dei prodotti chimici e i costi energetici sempre meno sostenibili.

Non va meglio nel settore alimentare e farmaceutico.

Nello storico stabilimento della Coca Cola grava infatti la spada di Damocle del piano di riorganizzazione della multinazionale americana. L’azienda farmaceutica Oti sta ricorrendo ad ammortizzatori sociali.

Le cose non vanno meglio nel comparto metalmeccanico, dove sono una decina le piccole aziende specializzate nella componentistica elettronica e nella cosiddetta minuteria, costrette a mettere in cassa integrazione i loro dipendenti.

Certo, ci sono per fortuna delle eccezioni come quella della Elco Group di Carsoli, specialista nel settore della produzione di circuiti stampati ad elevato contenuto tecnologico, che grazie all’accordo per l’acquisizione della maggioranza della concorrente olandese Pcb Ramaer, ha messo al sicuro i fatturati e i livelli occupazionali.

Intorno a questa ed alte eccellenze si rischia però la desertificazione industriale.

Per Alfredo Fegatelli, segretario regionale della Fiom-Cgil, “la profonda crisi industriale che investe la Piana del Cavaliere è strettamente connessa a quella del’intera Marsica, dove abbiamo calcolato  che a breve potrebbero essere persi ben 2500 posti di lavoro solo nel settore metalmeccanico”.

“Di questi – spiega ad AbruzzoWeb il rappresentante sindacale delle tute blu abruzzesi – ben 1500 riguardano la ex-Micron, perché continuiamo a giudicare rischioso e pino di incognite il piano industriale della L-Foundry”.

“Bisogna inoltre considerare che a seguito della riforma Fornero, i lavoratori in esubero di molte aziende in crisi potranno usufruire di un periodo molto più ristretto di cassa integrazione”, precisa.

“La Regione e l’intera classe politica non possono ccuparsi dell’emergenza economica della Valle del Cavaliere e nella Marsica solo in campagna elettorale”, tuona infine Fegatelli.