PESCARA – Nell’ambito della “Giornata Mondiale del Teatro” le associazioni culturali e gli artisti hanno inscenato un corteo funebre con tanto di bara a Pescara per protestare contro i tagli allo spettacolo decisi dal Governo e dalla Regione Abruzzo, partecipando alla manifestazione “Cultura, se dura…non muore”.
A sfilare per il centro del capoluogo adriatico sono stati circa 50 artisti in rappresentanza di oltre una trentina di associazioni culturali, gruppi teatrali e d’arte.
“La produzione e la diffusione dell’arte, dello spettacolo e della cultura – spiegano gli artisti – sono un valore fondamentale per qualsiasi società. Mentre altri paesi europei, in un momento di crisi mondiale come questo, aumentano gli investimenti per la cultura, l’istruzione ed il sociale, l’Italia riduce drasticamente i finanziamenti a questi settori, fonte di occupazione per un’innumerevole quantità di operatori, professionisti e maestranze”.
“La Regione Abruzzo – lamentano ancora le associazioni culturali – ha tagliato negli ultimi anni i fondi per la promozione culturale e per il 2011 ha azzerato la dotazione finanziaria per la legge regionale n. 56, unica legge di riferimento per le attività annuali delle associazioni culturali”.
“In questo modo – denunciano i promotori della manifestazione – si abbatte un pezzo dello stato sociale, si incide negativamente su un diritto di cittadinanza e si rinuncia ad uno dei comparti economici chiave per ridare competitività all’Italia nello scenario internazionale. Infatti, quello dell’industria culturale è un settore vitale, nel quale operano imprese sane e produttive che danno lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori. La domanda culturale è costantemente in crescita ed ha dimostrato di resistere alla generale caduta dei consumi anche nei momenti di maggiore crisi. Tutto questo fermento rischia di essere disperso se non si torna ad investire in un settore che può essere determinante per rilanciare uno sviluppo duraturo e sostenibile dell’economia nazionale”.
Gli artisti abruzzesi, che mostrano grande preoccupazione per il comparto culturale, chiedono sia un’immediata variazione del bilancio per reintegrare i fondi della legge regionale n.56, sia una politica che individui le realtà artistiche locali sane, valide e le promuova nel contesto nazionale ed internazionale.






