PESCARA – “Un momento importante di condivisione pubblica che ha permesso di illustrare i contenuti della proposta politica, la squadra dei candidati e le priorità programmatiche per il futuro dell’ente”.

È quanto si legge in una nota a margine della conferenza stampa di presentazione della lista “Pescara Provincia Nuova” in vista delle prossime elezioni provinciali, che si è svolta questa mattina, nella Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara,

Presenti, insieme al candidato a presidente del centrosinistra Sebastiano Massimiano, i candidati della lista, Gianni Chiacchia, Michela Di Stefano, Piero Giampietro, Paolo Pratense, Francesca Giuliani, Mariastella D’Attilio e Carmine Menna.

Testimoni della lista la segretaria provinciale del PD Carmen Ranalli, i segretari regionali del PD e di Sinistra Italiana Daniele Marinelli e Daniele Licheri, il vice segretario provinciale del PD Massimo Berardinelli e il segretario provinciale di AVS Roberto Ettorre, il consigliere regionale Antonio Di Marco, insieme ai sindaci di Spoltore, Catignano, Villa Celiera, Abbateggio e Lettomanoppello Chiara Trulli, Francesco Lattanzio, Domenico Vespa, Gabriele Di Pierdomenico, Simone D’Alfonso, oltre al consigliere provinciale uscente Alberto Bartoli.

“Oggi presentiamo la lista del centro sinistra Pescara Provincia Nuova, un percorso fatto insieme alle altre forze della coalizione e ai nostri sindaci che ha trovato la massima condivisione nella figura di Sebastiano Massimiano come candidato presidente – così la segretaria provinciale del PD Carmen Ranalli – . Ripartiamo da qui dalla candidatura del sindaco di un piccolo paese, che vive quotidianamente il territorio, capace di riportare in Provincia anche la voce delle aree più interne affinché nessuno resti indietro. Un punto di partenza importante e una scelta di grande coerenza politica per noi e per tutta la nostra comunità. La lista è composta di amministratori e amministratrici di grande competenza che rappresentano tutto il territorio provinciale”.

“La candidatura di Sebastiano Massimiani rappresenta la sfida necessaria di chi conosce il territorio per averlo amministrato dal basso – così Roberto Ettorre, segretario provinciale di AVS -. Per troppi anni, il malgoverno della destra in Abruzzo ha trattato i nostri piccoli comuni come periferie dimenticate, tagliando servizi essenziali e lasciando che lo spopolamento diventasse una sentenza inevitabile. Sosteniamo Massimiano perché è tempo di invertire la rotta: la Provincia deve tornare a essere la casa dei Sindaci e il motore della rinascita per le aree interne”.

“Sarà una sfida da vincere, per restituire voce e attenzione maggiore ai territori – così il candidato presidente Sebastiano Massimiano – Credo sia molto importante per il centrosinistra essere della partita e affermare la propria presenza sulla scena politica. Altrettanto importante ritengo la scelta di puntare su un sindaco di un piccolo paese dell’entroterra. Le Province devono costituire il luogo della sintesi tra area metropolitana e aree interne, in modo da riuscire a risolvere le diverse problematiche presenti sui territori”.

“In questi due anni abbiamo portato in Consiglio Provinciale temi cruciali per la vita di migliaia di cittadini che, da studenti, docenti e impiegati, partono da tutti i centri della provincia per frequentare le scuole superiori – introduce il consigliere provinciale uscente Piero Giampietro – , come dimostrano le iniziative che abbiamo tenuto sul Volta, sul Marconi e sull’Acerbo di Pescara e sul Marconi di Penne, oltre che sul dimensionamento scolastico. Ora candidiamo come presidente uno dei sindaci più giovani della provincia pescarese, Sebastiano Massimiano, a testimonianza di una coalizione che vuole costruire il futuro”.

“Ho deciso di ricandidarmi al Consiglio Provinciale perché credo che oggi la priorità sia una sola: accorciare le distanze – sottolinea il capogruppo uscente Gianni Chiacchia – . Non parlo solo di chilometri, ma di distanza dai servizi, dalle opportunità, dalle istituzioni. È lì che nasce il disagio dei piccoli comuni. È lì che si crea lo squilibrio tra città e aree interne. Quando un paese perde servizi, perde famiglie. Quando le famiglie vanno via, aumenta lo spopolamento e nello stesso tempo la città si sovraccarica, senza che questo produca un vero equilibrio territoriale. La Provincia deve tornare ad essere il luogo della connessione, deve coordinare, mettere in relazione, facilitare. Deve aiutare i piccoli comuni a non restare soli e costruire un rapporto più efficace con la grande città. Il mio impegno sarà questo: lavorare per una Provincia che unisce, che riduce le distanze e che considera le aree interne una parte centrale dello sviluppo, non una periferia da amministrare. Perché se il territorio cresce insieme, cresce davvero”.