PESCARA – Il tentativo di concussione contestato a Guido Dezio nei confronti dei gestori del bar del Tribunale di Pescara al centro della nuova udienza, in programma, a Palazzo di Giustizia, relativo al processo “Housework”, su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune, che conta in totale 24 imputati, tra cui l’ex sindaco del capoluogo adriatico, Luciano D’Alfonso, per la prima volta oggi in aula.

Oltre all’ex primo cittadino, erano presenti anche Dezio, il geometra Giampiero Leombroni e l’ex direttore generale del Comune, Antonio Dandolo.

L’udienza è stata dedicata in particolare all’audizione come testimoni dei due gestori del bar, di due vigili urbani e dell’ingegner Franco De Donatis, all’epoca dei fatti supervisore per conto dell’amministrazione comunale del servizio manutentivo del Tribunale.

I due gestori del bar hanno raccontato di aver ricevuto, tra la fine del 2006 e i primi mesi del 2007, da Dezio una richiesta di danaro di 20 mila euro in cambio di “aiuti” per aggiudicarsi definitivamente la gara d’appalto.

I due gestori hanno riferito in particolare di un incontro avuto con l’ex braccio destro di D’Alfonso nel suo ufficio a Palazzo di Città, durante il quale avrebbero discusso della questione, rifiutando poi la proposta.

Successivamente a tale episodio, sempre stando a quanto da loro testimoniato, avrebbero ricevuto nel bar ispezioni da parte di vigili urbani, mandate da Dezio stesso.

I vigili, da parte loro, hanno riferito di aver effettuato il sopralluogo in Tribunale sulla base di una richiesta proveniente dall’ufficio Suap del Comune e di avervi riscontrato che mancavano una serie di licenze.

I vigili hanno anche riferito di una crisi di pianto avuta, durante il controllo, dalla titolare del bar, la quale avrebbe detto loro che erano certamente lì perché non aveva voluto pagare.

Dopo i vigili è stato ascoltato l’ingegner De Donatis, il quale ha detto di essere stato “sollecitato” da Dezio ad eseguire un controllo nel bar del Tribunale al fine di rilevarne difformità.

De Donatis ha parlato anche dell’appalto per gli impianti di calore sempre a Palazzo di Giustizia, raccontando di “pressioni” ricevute da Dezio per favorire due ditte, e in un caso anche dallo stesso sindaco, il quale gli avrebbe detto “quello che ti sta chiedendo Dezio è come se te lo chiedessi io”.

L’udienza è stata quindi aggiornata al 30 maggio. Sarà dedicata alle questioni relative alla “Lista Dezio” e all’appalto dei cimiteri.

Le udienze successive sono in programma il 6, 20 e 27 giugno, e il 4 e 11 luglio.