PESCARA – Si è tenuta ieri, presso la sala consiliare del Comune a Pescara, la presentazione del libro “Già vinti nel cuore”, un carteggio delle vicende familiari dei tre fratelli Mancini, tutti e tre nell’esercito, a ridosso dell’armistizio dell’8 settembre del 1943.
L’autore del libro è Francesco Mancini, dirigente del gruppo Di Vincenzo e fratello di Armando Mancini, ex assessore al traffico, ed è stato edito da Solfanelli, con la prefazione di Lorenzo Ornaghi, rettore dell’università Cattolica del Sacro Cuore.
Francesco racconta la storia del padre Antonio, sindaco di Pescara dal 1956 al 1962 ed ex parlamentare, e degli zii Luigi e Giovanni Armando, ed è stato ricostruito grazie alle lettere, rinvenute dall’autore, che i tre fratelli si scrivevano da fronti diversi, ma anche quelle che mandavano ai genitori, nonchè quelle che Antonio scriveva alla fidanzata, poi diventata moglie.
Di Luigi non si conosce molto perchè sono state rinvenute poche lettere.
Giovanni Armando, il minore dei tre, atleta, filosofo e professore vincitore dei Littoriali, si arruola volontario nel 1941 a soli 22 anni; fascista convinto, viene mandato nell’Egeo. L’8 settembre il suo senso del dovere gli impone di difendere ugualmente la propria patria e di combattere contro i nazisti a fianco degli inglesi; questa sua scelta, però, gli costò cara dato che un mese dopo circa verrà fucilato dai tedeschi insieme a quasi tutto il suo battaglione.
Antonio, invece, completamente diverso dal fratello, contrario alla guerra e al fascismo, parte volontario nel ’43 “già vinto nel cuore”, come dice nelle sue lettere. Verrà mandato in Corsica a ridosso dell’armistizio, dove i tedeschi nel frattempo sterminavano qualsiasi italiano. Riuscì a salvarsi per puro miracolo dopo essere scomparso un anno, in cui fu dichiarata morte presunta, e a prender parte alla guerra di liberazione.
Ed è propio questa tempra che lo portò a essere così importante per la città di Pescara e per la regione.
Alla presentazione sono intervenuti il presidente del consiglio comunale, Licio di Biase, dei senatori Andrea Pastore e Giovanni Legnini, e di Elena Aga Rossi, ordinaria di storia contemporanea presso l’università dell’Aquila, la quale ha tenuto una “lectio magistrlis” sulla crisi politica, militare e civile del ’43.
Ospiti anche il presidente emerito della prima giunta regionale, Ugo Crescenzi, e un generale dell’esercito, generale del battaglione gemello a quello di Giovanni Armando, sterminato nell’Egeo. (v.t.)






