PESCARA – Dopo l’agguato di via Nora ai danni di Claudio Di Risio, ieri notte qualcuno, a Rancitelli, è tornato a sparare.

Si fa sempre più complessa l’inchiesta sulla gambizzazione dell’ex componente della banda Battesitni, lasciato a terra sanguinante alle sette di giovedì mattina con due dei sei proiettili esplosi che gli hanno fratturato la tibia. Per l’agguato è stato arrestato il presunto responsabile Roberto Martelli.

Ma qualcuno l’aveva detto che qualcosa sarebbe successo. Infatti nella notte tra sabato e domenica sempre in via Nora, ancora sotto casa di Di Risio, qualcuno ha sparato.

Solo che invece di colpire direttamente lui, che in quel momento era in casa bloccato per la gamba ferita, hanno colpito il portone della sua casa.

Quattro colpi esplosi uno dopo l’altro alle 3,10 di notte che hanno mandato in frantumi la vetrata del portone mentre decine di residenti saltavano giù dai letti.

È stato lo stesso Di Risio a chiamare i carabinieri.

Da quanto si apprende, a asparare potrebbe essere stata la stessa arma.

Chi ha sparato contro il portone ha forse voluto punire Di Risio perché considerato un “infame” per aver fatto capire ai carabinieri che a sparare era stato Martelli.

Oppure c’entra la seconda persona, il complice dello sparatore di cui Di Risio riesce a descrivere solo le orecchie a sventola, uno che arriva in auto con Martelli e che con lui scappa poco dopo?

Misteri al momento ancora senza soluzione.