PESCARA – Nel mare dello sport Pescara naviga a vele spiegate. Sulla scia dei Giochi del Mediterraneo e in vista del 2012, anno in cui il capoluogo adriatico sarà Città europea dello sport, si moltiplicano le iniziative legate al mondo sportivo.
Manifestazioni di grande rilievo, che vedono protagonisti alcuni tra i più importanti esponenti delle diverse discipline sportive a livello nazionale ed internazionale. Tra le varie discipline non poteva naturalmente mancare la pallacanestro, uno sport che nella nostra Regione ha tanto dato e tanto ha ricevuto e che, per quanto riguarda Pescara, è unito da un profondo legame con la città.
Legame rafforzato, tra l’altro, dalla presenza di un assessore allo Sport, Nicola Ricotta, grande appassionato di pallacanestro, ex giocatore militante anche nella serie B e, proprio ultimamente, insignito del riconoscimento di allenatore benemerito da parte della Federazione nazionale pallacanestro.
A suggellare questo legame è stato oggi il presidente della Federazione nazionale pallacanestro Dino Meneghin, ex campione della serie A1, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca nel 1980, plurimedagliato ai Campionati europei. Meneghin è arrivato a Pescara per presentare, insieme all’assessore Ricotta, il raduno della Nazionale under 15 che si terrà proprio nel capoluogo adriatico.
“Sono molto contento ed emozionato nell’avere qui accanto a me Dino Meneghin, grande amico e, nel mio piccolo, oserei dire ex collega”, esordisce l’assessore Ricotta, raccontando di aver giocato una volta contro l’ex campione in un’amichevole disputatasi proprio a Pescara.
“È difficile trovare giocatori come lui – continua Ricotta – in grado di mixare al meglio prestanza fisica e agilità, cosa assolutamente non da poco visti gli oltre 2 metri di altezza”.
L’assessore afferma chiaramente che, con le sue doti e le sue capacità, sicuramente oggi Meneghin militerebbe nella leggendaria Nba e, continuando sul filo temporale, arriva a parlare del ruolo “giocato”, è proprio il caso di dirlo, attualmente da Meneghin in qualità di presidente della Federazione.
“Dino si è distinto come giocatore e continua a distinguersi come presidente – afferma Ricotta – soprattutto per il suo ruolo nei confronti dei giovani”.
Come un vero e proprio “capo famiglia”, infatti, Meneghin segue personalmente i suoi ragazzi ed è venuto a Pescara per assistere agli allenamenti degli under 15, guidati dal coach Andrea Capobianco, ex allenatore della Tercas Teramo.
“A Pescara ho trovato porte non aperte ma spalancate – afferma Meneghin – ci sono buone strutture, c’è tanta professionalità e, soprattutto c’è un mare di entusiasmo”.
Il presidente afferma di aver visto buoni talenti tra i ragazzi, compito della Federazione sarà quello affinarne la tecnica, anche attraverso l’insegnamento di nozioni legate alla buona alimentazione e al comportamento, al fine di permettere loro di aspirare a diventare “dei buoni cittadini prima ancora che buoni campioni”.
Compito non semplice in cui, afferma convinto Meneghin, Andrea Capobianco si distinguerà sicuramente in maniera positiva.
Il coach, dal canto suo, appare visibilmente emozionato, tradendo un po’ la proverbiale calma che lo contraddistingue.
“Quando Meneghin mi ha chiamato non ho esitato un secondo ad accettare la proposta di gestire il ritiro degli under 15. Mi è sembrato di toccare il cielo con un dito, indossare la maglia siglata Italia è il sogno di ogni sportivo”.
Il coach è consapevole di avere addosso una grande responsabilità ma è contento di poter contribuire alla formazione dei giovani talenti e soprattutto di poterlo fare in Abruzzo, terra che gli ha dato tante soddisfazioni proprio nel lavoro sui giovani.
“Come dimenticare l’orgoglio provato di fronte ai recenti risultati di Achille Polonara, talento che ho allenato a Teramo e che proprio domenica ha indossato la medaglia d’argento nell’Europeo under 20”.
“Pescara può fare veramente qualcosa per lo sport ed è per questo che ringrazio l’Amministrazione per la disponibilità dimostrata” continua Meneghin e dello stesso avviso è anche Francesco Di Girolamo, presidente della Federazione pallacanestro Abruzzo, il quale afferma di essersi impegnato al massimo, e di continuare a farlo, per stimolare la Federazione centrale a dare risalto alla città di Pescara: “Pescara vanta delle ottime strutture e faremo di tutto per portare in città altre importanti iniziative legate alla pallacanestro”.
Per adesso, però, l’attenzione è tutta rivolta a questo raduno che conta un gruppo formato da 48 ragazzi, due capi istruttori, otto assistenti e due responsabili “appunti e riprese”.
L’auspicio è quello di fare un buon lavoro tecnico e tattico, educare i ragazzi ai valori sani e puliti dello sport e, chissà, forse un giorno faremo il tifo per qualcuno di loro nel famoso campionato a stelle e strisce.
Gentile presidente più volte oggi si è accennato ai valori dello sport e alla sua valenza sociale. Come Federazione avete realizzato in passato dei progetti rivolti ai giovani ed in particolare a quelli delle aree più disagiate per offrire loro una strada per uscire da situazioni problematiche di disagio sociale.
Sicuramente non ci è mancata la possibilità di promuovere lo sport come “via alternativa”, salutare e positiva, di intraprendere la vita. Numerose sono state le iniziative sociali che la Federazione ha sostenuto. Mi vengono in mente le manifestazioni realizzate dal tecnico toscano Marco Calamai, che ha scelto di impegnarsi nella promozione di uno sport diverso in cui normodotati e ragazzi diversamente abili giocano fianco a fianco, oppure la campagna “Vorrei la pelle nera”, nata dopo gli episodi di razzismo nei confronti della giocatrice nigeriana Abiola Wabara.
È stata una campagna promossa dalla Federazione a cui hanno aderito tutti i giocatori e gli allenatori del massimo campionato e delle serie inferiori, i quali lo scorso aprile sono scesi in campo con la pelle tinta di nero. Mi viene da pensare anche alla costruzione di un playground realizzato nella zona di parco Sempione a Milano.
Grazie alla realizzazione di questa “area sana in cui divertirsi in maniera sana”, siamo riusciti a levare tanti ragazzi dalla strada, ad offrire loro una valida e divertente alternativa a pomeriggi trascorsi davanti alla televisione o, peggio, per strada, esposti agli innumerevoli rischi che una grande metropoli come Milano, soprattutto nelle sue zone più periferiche, può offrire.
Parliamo di medaglie. L’Under 20 è reduce da un secondo posto ai Campionati europei. È la dimostrazione del lavoro positivo svolto proprio con i giovani.
Si tratta di un risultato storico, che non si raggiungeva da ben 17 anni. Sono molto orgoglioso dei “miei ragazzi” e dell’allenatore Stefano Sacripanti. Sicuramente un risultato come questo, oltre all’esempio di tanti giovani campioni italiani che sono arrivati davvero in alto come Bargnani e Gallinari che militano nella Nba, può essere uno sprone a fare sempre meglio. Bisogna dare spinta e motivazione al basket italiano che sta registrando dei miglioramenti sempre più evidenti dal punto di vista tecnico.
Medaglie ottenute e medaglie da ottenere, si spera. Cosa pronosticate in vista delle prossime Olimpiadi?
Da Atene 2004, anno della medaglia d’argento, i risultati della Nazionale italiana non sono stati molto positivi. Per le prossime Olimpiadi speriamo di fare meglio. La Nazionale è la squadra più importante e su di essa dobbiamo puntare, soprattutto in occasione di eventi così rilevanti, e ce la metteremo tutta per riuscire ad ottenere buoni risultati ma procedendo sempre con calma e ponderatezza.
A breve ci saranno gli Europei, validi per la qualificazione ai giochi olimpici. Siamo capitati in un girone difficile ma il momento è buono, c’è un buon gruppo, ci sono buoni allenatori e l’entusiasmo è alto. Le basi per raggiungere un risultato soddisfacente ci sono tutte.






