PESCARA –  Ennesima fumata nera per il dragaggio.

Ieri pomeriggio il commissario Guerino Testa ha convocato un incontro con la delegazione dei pescatori, nel corso del quale sono emerse tutte le criticità e le problematicità delle procedure che impediscono la continuazione delle attività di dragaggio.

Testa ha spiegato che due giorni fa l’Ispra, invece di  esprimersi sulle procedure da parte dei laboratori Arta e quello della provincia di Brescia incaricato dai Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) ed emettere un verdetto finale come concordato il 13 gennaio, si è limitata a consigliare ulteriori approfondimenti.

L’Ispra ha infatti consigliato di ripetere le analisi su due campioni, precedentemente già motivo di contrasto tra i risultati dei due laboratori, aggiungendo anche quelle su un campione cieco, preparato dall’istituto e il cui risultato è conosciuto solo da quest’ultimo.

Dopo ulteriore sollecitazione da parte del commissario per l’emissione di un parere, l’Ispra ha reso noto che la procedura seguita dall’Arta per il naftalene è esatta, mentre non si è espressa per quella utilizzata dall’Indam s.r.l.

Sulla presenza dei DDT, invece, si è pronunciata a favore della ripetizione delle analisi.

Il commissario ha fatto inoltre sapere di aver preso contatto con il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, e con la segreteria del ministero dell’ambiente per relazionare quanto accaduto, sperando in un loro tempestivo intervento.

Pronta la risposta dei pescatori che, visibilmente irritati per l’ennesimo rinvio, hanno comunicato la volontà di intraprendere iniziative dopo aver consultato la Marineria.