PESCARA – Dramma dell’isolamento per Paola Mastrangelo, giornalista televisiva e docente di inglese, affetta da Sclerosi laterale amiotrofica (sla) da circa cinque anni.

Bloccata nella sua casa di Pescara Colli, dalle barriere architettoniche. Mastrangelo, come riferisce il quotidiano Il Centro, può comunicare solo con un puntatore ottico.

“Mi sento in prigione – spiega la giornalista – esco con la mia carrozzina rarissime volte perché non entra nell’ascensore, i volontari che mi assistono devono contorcermi e togliere pedali e poggia testa. Poiché il condominio ha rifiutato di provvedere a costruire uno scivolo o montascale per superare le scale all’ingresso che mi impediscono di uscire, ho dovuto provvedere a far costruire uno scivolo di legno da un falegname, ma è mobile e molto ripido. Una fatica per chi deve accompagnarmi”.

L’associazione Carrozzine Determinate, che ha chiesto l’intervento dell’assessore alle Politiche sociali della Regione Abruzzo Piero Fioretti e del sindaco di Pescara Carlo Masci.

“Il suo è un isolamento devastante – spiega l’associazione – peggiorato dai ritardi nel percepire un sostegno economico come quello dell’assegno di cura. La Regione Abruzzo distribuisce ai Comuni i fondi destinati all’assegno di cura soltanto a fine anno e i malati si trovano a dover anticipare queste somme per poter pagare assistenti qualificati che li assistano 24 ore al giorno. Chi ha una malattia gravissima come la Sla percepisce 290 euro di pensione di invalidità e 507 euro di accompagnamento. Non solo la cifra dell’assegno non basta a coprire le spese per l’assunzione di personale specializzato, ma i pazienti si trovano anche a doverla anticipare. Ci sono Comuni che anticipano la cifra dell’assegno di cura, ma non a Pescara. Questa è la condizione che vivono i malati gravissimi e i loro familiari. Ci chiediamo se tutto questo è civiltà, se è dignità”.