PESCARA – “Forza Italia presenterà un’interrogazione urgente al sindaco Marco Alessandrini sulla presenza della moschea in via Pisa, in pieno centro a Pescara, puntando i riflettori sulle preoccupazioni già espresse dai residenti, attraverso esposti, petizioni e richieste di chiarezza completamente ignorati”
Lo hanno detto i Consiglieri di Forza Italia al Comune di Pescara, Vincenzo D’Incecco, Marcello Antonelli e Fabrizio Rapposelli, raccogliendo la segnalazione dei residenti che vogLiono innazitutto sapere se il locale assegnato a un’associazione culturale risponde ai requisiti di sicurezza per ospitare centinaia di persone contemporaneamente, e soprattutto quale sia la reale attività svolta all’interno della stanza, ossia se sede di un’associazione o, appunto, quello di una moschea, come tutto lascerebbe supporre.
“La situazione in via Pisa si sta facendo incandescente – hanno sottolineato i consiglieri – da anni un piccolo locale situato al pianterreno di un palazzo residenziale, dove ci sono negozi, abitazioni, uffici, dunque in pieno centro, è occupato da una presunta Associazione culturale di religione islamica. Tutto legittimo, se non fosse che da tempo ormai le attività svolte da quella stessa Associazione sembrano aver assunto una piega un po’ diversa dalle finalità iniziali. Come hanno riferito i residenti, e come noi stessi abbiamo potuto verificare, in quel locale si registra un andirivieni continuo di cittadini di religione islamica, ma non parliamo di 10, 20, foss’anche 30 persone. Parliamo di centinaia di unità che, contemporaneamente, si ritrovano nella struttura, peraltro completamente oscurata all’esterno, visto che due vetrine hanno le serrande costantemente abbassate e viene utilizzata solo una porta a vetro patinata come punto di ingresso e di uscita”.
“I residenti – proseguono i consiglieri – dunque vedono solo il costante, continuo, incessante viavai e ascoltano, distintamente, le preghiere collettive che vengono praticate all’interno della struttura, con il tipico comportamento che si osserva, in genere, nelle moschee, ovvero i fedeli che prima di entrare per la preghiera, lasciano le scarpe o le ciabatte all’esterno del locale, una procedura che diventa ingombrante nel periodo del Ramadan, quando le presenze si moltiplicano in maniera tangibile, con arrivi anche da fuori provincia. A questo punto il sospetto legittimo è che quel locale sia stato trasformato in una vera e propria moschea, e da qui le domande che i cittadini hanno già rivolto alle autorità cittadine, Comune, Asl, Questura, senza però, sembra, ottenere le risposte attese, domande che a questo punto riverseremo in una interrogazione urgente che sottoporremo al sindaco Alessandrini, ovvero, quale genere di attività si svolge all’interno di quel locale di via Pisa? Attività culturali, incontri, dibattiti, o parliamo di una moschea?”
“Riteniamo – concludono consiglieri Antonelli, D’Incecco e Rapposelli – più che legittimo farci portavoce di una problematica che non interessa solo un quartiere, ma tutta la città, e riteniamo doveroso, da parte del sindaco, non ridurre la questione a una bazzecola o, peggio, a una manifestazione di razzismo, ma piuttosto, in qualità di primo tutore della salute pubblica, chiediamo che dia risposte concrete e basate su osservazioni realistiche, ordinando anche l’esecuzione di controlli e indagini approfondite”.




