PESCARA – Vertici dei ministeri Ambiente, Infrastrutture e Trasporti affronteranno lunedì prossimo il problema del porto di Pescara con le autorità locali, politiche e non, in una riunione operativa nella Prefettura del capoluogo adriatico. Lo ha confermato il sottosegretario Giampiero Catone. Un passo atteso dalla locale marineria che però ha appreso, contemporaneamente, che non è stata ancora firmata l’ordinanza di chiusura parziale del porto, concordata ieri, ed ha deciso di tornare a bloccare il traffico.

Solo una mediazione con il vicario del Questore, Mario Della Cioppa, ha convinto i manifestanti – un centinaio – ad un segno di buona volontà: via il blocco, ma mobilitazione fino alla firma dell’ordinanza. Una firma giunta alle 13.30, dopo un incontro Prefetto, Sottosegretario e Comandante della direzione marittima per risolvere “i dettagli tecnici”.

Il sottosegretario Catone ha promesso interventi rapidi ed urgenti e l’immediata ripartenza del dragaggio: “Qui non è un problema di politica, ma di decisionismo. Bisogna che qualcuno prenda le decisioni e lo faccia immediatamente”.

Il sottosegretario è poi entrato nel dettaglio: “Con le analisi dell’Arta e il campionamento dell’Ispra e il parere del ministero della Salute potremo ripartire con il dragaggio. Ora si tratta di capire se lo sversamento dei fanghi potrà avvenire in mare oppure no. In tal caso dovremo trovare soluzioni alternative”. Secondo alcune indiscrezioni i fanghi dragati potrebbero essere sversati al largo di Ortona.

Il sottosegretario Catone ha concluso dicendo: “bisogna pensare ai problemi di oggi del porto ma anche al suo futuro è nostra intenzione far diventare il sito di Pescara di interesse nazionale, ma c’é da risolvere oltre al problema dei pescatori anche quello degli operatori commerciali e dell’ingresso in porto delle navi perché se un domani diventerà impossibile scaricare per esempio la farina nel porto ci sarebbe un aumento di prezzi che non riguarderebbe solo l’Abruzzo”. Dopo la firma dell’ordinanza, i pescatori stanno rimuovendo le imbarcazione con le quali da tre giorni ostruivano l’accesso al porto canale