PESCARA – “Apprendiamo dalle agenzie di stampa che la Balfour Beatty ha presentato un esposto contro ignoti del quale non si è a conoscenza del contenuto. Sottolineiamo che la richiesta di sospensione dei lavori, presentata ieri come premessa al tavolo tecnico dai rappresentanti del Coordinamento “No filovia”, era stata fatta per tutelare i cittadini che stanno manifestando pacificamente e civilmente in difesa del loro diritto a partecipare alle scelte che riguardano la qualità della loro vita”.
E’ la dichiarazione espressa da comitato “No filovia” nato a Pescara per opporsi alla costruzione di una filovia, appunto, che colleghi la provincia a Montesilvano.
“Una tutela che evidentemente non interessa né alla amministrazione regionale, né, cosa ancora più grave, agli amministratori della città di Pescara” – si legge nella nota.
“Ignorare le migliaia di cittadini scesi in strada a manifestare la loro contrarietà alla filovia sulla strada parco evidenzia una mancanza di sensibilità democratica che inficia qualsiasi tentativo di dialogo” – dicono i rappresentanti del comitato.
“Se non interverranno da parte dell’amministrazione comunale fatti concreti a tutela dei cittadini – concludono – il tavolo tecnico-politico appena istituito dimostrerà di essere l’ennesimo inganno perpetrato alle spalle dei Pescaresi”.
ACERBO: “ESPOSTO NON E’ UNA NOVITA’. SOSPENSIONE DEI LAVORI NECESSARIA”
PESCARA – “La notizia che la ditta appaltatrice avrebbe presentato una denuncia contro ignoti e che conseguentemente le forze dell’ordine dovranno prima o poi attivarsi non è una novità essendo stata già anticipata dal presidente della Gtm, Michele Russo“.
È quanto afferma il consigliere comunale e regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo dopo l’esposto presentato dalla Balfour Beatty.
“Per questo – prosegue Acerbo – abbiamo chiesto fin dall’inizio del presidio che lo stesso Michele Russo si avvalesse della facoltà di sospendere i lavori che gli deriva dall’articolo 9 del contratto”.
“Una cosa deve essere chiara – spiega Acerbo – se 10-100 o 1000 cittadini pescaresi subiranno conseguenze dalla loro partecipazione a una protesta civile e democratica la responsabilità sarà addebitabile a coloro che non hanno voluto procedere a una sospensione dei lavori indispensabile per intraprendere un confronto con la cittadinanza. Spero che prevalga il buonsenso e che Michele Russo e i suoi sponsor politici, cioè la maggioranza di centrodestra, abbiano un ripensamento.
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