PESCARA – “Lo Stadio del Mare è uno spreco di denaro pubblico, un doppione inutile, l’ennesima barriera tra la città e il mare”.

Lo affermano, in una nota, i consiglieri comunali Maurizio Acerbo, Rifondazione comunista, e Enzo Del Vecchio, Partito democratico.
 
“Il successo del ‘botellon’ di sabato scorso – affermano i due – suona come implicita condanna dello spreco di denaro pubblico rappresentato dalla realizzazione del cosiddetto Stadio del Mare sulla spiaggia libera di fronte a piazza Primo Maggio. Uno spreco di 250.000 euro evitabile visto che la precedente amministrazione aveva già attrezzato un’area per eventi e concerti sulla spiaggia denominata Arena del Mare che la Giunta ha deciso di cancellare giungendo persino a smontare l’insegna”.

“È incomprensibile – sostengono Acerbo e Del Vecchio – che in una città che ha gran parte delle spiagge occupate da più di cento concessioni e quindi una già scarsissima visibilità del mare, anche il tratto di spiaggia libera in corrispondenza del corso principale debba essere oscurato da barriere visive”.

“Come abbiamo già più volte evidenziato – proseguono – la realizzazione dello Stadio del Mare contrasta anche con le prescrizioni del Piano demaniale marittimo che si pone come obiettivi ‘il recupero del rapporto tra mare spiaggia e città; la riqualificazione delle spiagge libere; la visibilità del mare e della spiaggia; l’eliminazione delle barriere visive in coincidenza degli slarghi e delle arterie principali con affaccio al mare nonché la preservazione degli affacci esistenti'”.

“Un’amministrazione intelligente – sostengono – dovrebbe valorizzare la passeggiata che dalla stazione centrale conduce alla Nave di Cascella e piuttosto potenziare il legame tra città e mare. Ricordiamo che nel piano demaniale avevamo inserito la previsione di un pontile all’altezza di piazza Primo Maggio che consentisse anche un punto di visuale sulla città e la spiaggia dal mare”. 
 
“Non si può non sottolineare anche la sciagurata tempistica dei lavori che vede nel mese di giugno la spiaggia centrale della città imprigionata dal recinto di un cantiere. Davvero una bella cartolina per la città”, concludono polemicamente Acerbo e Del Vecchio.