PESCARA – Il Comune di Pescara cita in giudizio la Clax Italia, l’azienda che ha costruito lo “Huge wine glass”, il calice progettato da Toyo Ito andato in frantumi solo 64 giorni dopo l’inaugurazione, e chiede ben 2 milioni e 100 mila euro di risarcimento per danni d’immagine.

Si apre un nuovo capitolo nella vicenda del calice voluto dall’amministrazione di Luciano D’Alfonso, che inaugurò l’opera in pompa magna nel dicembre 2008, in piazza Salotto. Opera “implosa” solo due mesi dopo e che lo scorso maggio il sindaco Luigi Albore Mascia ha provveduto a imbracare e ricoprire con dei pannelli illustrativi.

La decisione di citare in giudizio l’azienda di Pomezia arriva dopo la perizia del tribunale, condotta dall’architetto Domenico Lucarelli, dalla quale è emerso che le cause del cedimento strutturale dell’opera sono da addebitarsi a un “inadeguato e incompleto ciclo di lavorazione della ditta Clax Italia”, si legge nella relazione.

All’azione legale ha aderito anche la Caripe, proprietaria la 20 per cento dell’opera, costata un  milione e 100 mila euro.

“Ci aspettiamo a questo punto delle risposte da parte della Clax” afferma il vice sindaco di Pescara, Berardino Fiorilli, che sul futuro dell’opera dice: “Avevamo proposto all’azienda di rimuovere l’opera e sostituirla con una nuova, ma si è rifiutata. Ora vedremo cosa fare, anche alla luce di questo nuovo provvedimento. Sicuramente dovrà essere tolta dalla piazza, perché così com’è ridotta è un’opera che non ha nessun significato”.

La prima udienza della causa contro la Clax si terrà il prossimo 8 novembre.