PESCARA – La Pescara Calcio e la Provincia di Pescara ricordano che ”lunedì, 24 giugno, prenderà il via la campagna ’Riaccendiamo l’entusiasmo: mille abbonamenti per i disoccupati’, che prevede la donazione, da parte della società biancazzurra, di mille tessere per seguire dalla Curva Sud il prossimo campionato di serie B ad altrettante persone che non hanno il lavoro”.

A spiegare come si svolgerà la campagna sono il presidente della Provincia Guerino Testa e l’assessore Antonio Martorella.

Ecco il percorso operativo per lo sviluppo della campagna.

Gli interessati devono recarsi, a partire dal 24 giugno, presso i Centri per l’Impiego provinciali e dichiarare di essere interessati all’abbonamento e di voler aderire all’iniziativa; gli uffici della Provincia verificano, in presenza dell’interessato, la sussistenza dello status di disoccupato in base alla normativa vigente (la campagna è rivolta a chi ha perso un precedente posto di lavoro o ha svolto lavori che gli hanno permesso di percepire un reddito lordo annuale non superiore a 8 mila euro se lavoratore subordinato, 4.800 euro se autonomo e dunque conserva lo stato di disoccupazione) e rilasciano il certificato.

Tale certificato è contrassegnato da un numero progressivo, attribuito in automatico dal software gestionale (sistema informativo lavoro) della Provincia.

La Provincia fornisce alla Pescara Calcio un data base con i mille aventi diritto in rigoroso ordine cronologico.

Il Pescara Calcio, a partire dal 12 agosto, distribuirà gli abbonamenti direttamente ai tifosi aventi diritto (e che abbiano la fidelity card).

L’amministratore unico del ”delfino” Danilo Iannascoli commenta che si tratta di un modo per “riaccendere l’entusiasmo dei pescaresi nei confronti della squadra e di coinvolgere in particolare chi non ha la possibilità di acquistare il biglietto”, mentre il presidente della Provincia di Pescara Testa fa notare che “attraverso questa iniziativa sarà possibile far conoscere i servizi per l’impiego della Provincia a chi, magari, non si è mai rivolto ai nostri uffici. Non si tratta di un progetto finalizzato a contrastare la disoccupazione ma, come è facilmente intuibile, di un modo originale per regalare un’occasione di svago a chi non può permettersi di andare allo stadio”.