PESCARA – “I fondi disponibili per il settore parchi sono pochi: il bilancio comunale è esiguo e i finanziamenti della Regione, che per la riserva dannunziana si sono aggirati sempre intorno ai 60 mila euro, quest’anno, addirittura, consistono in poco o nulla”.
Così Nicola Ricotta, assessore comunale ai Parchi, commenta ad Abruzzoweb la situazione in parte precaria della riserva dannunziana.
“Abbiamo dovuto fare delle cernite – continua – e finanziare maggiormente le aree più bisognose, le cose più indispensabili, come un cappotto per coprirsi dal freddo; inoltre, all’interno della riserva, la manutenzione può essere fatta solo relativamente alle aree di passeggio pubblico perché, essendo una zona protetta, la vegetazione non può essere toccata per legge”.
L’assessore elenca soddisfatto alcuni problemi risolti dall’attuale amministrazione, sostenendo che “mai nessun’altra amministrazione ha avuto un’attenzione così particolare per i parchi come la nostra”.
“Il problema più grande che abbiamo risolto – spiega – è stato quello della riqualificazione delle acque del laghetto, in cui si formavano continuamente alghe che hanno creato inconvenienti e negatività sull’immagine e la salubrità del parco perché nel loro percorso biologico queste vanno in putrefazione e provocano cattivi odori”.
“Abbiamo rimesso mano – continua Ricotta – ai canali di depurazione anche attraverso dei macchinari acquistati ma, essendo quasi in piano ed essendoci quindi solo una piccola pendenza, si rende necessaria una continua manutenzione; abbiamo inoltre ‘ristrutturato’ le piste da footing, che erano ormai quasi totalmente invase dalla vegetazione”.
Il problema principale che riguarda la manutenzione della riserva, secondo l’assessore, è quello della mancanza di personale, perché “per l’intero settore verde della città abbiamo 14 dipendenti in tutto, due per i parchi e gli altri per il resto del verde, come le aiuole”.
“Per sopperire alla mancanza di personale – puntualizza – ho rinnovato la convenzione per l’impiego dei detenuti in fase di riabilitazione e questa è stata un’enorme soddisfazione personale perché con i pochi fondi che abbiamo siamo comunque riusciti ad avere del personale in più per cinque mesi l’anno”.
“Per la prima volta, inoltre, quest’anno – spiega Ricotta – posso contare su circa 500 mila euro da destinare ai parchi: una parte dei soldi sarà utilizzata per riqualificare l’ex caserma di Cocco e l’altra sarà destinata alle altre aree verdi; questi però non sono soldi contanti ma solo per investimento e quindi possono essere utilizzati esclusivamente per la costruzione di nuove infrastrutture, come panchine e giochi per i bambini, e non per il mantenimento di quelle già esistenti. Di conseguenza, purtroppo, la riserva non potrà rientrare tra i beneficiari di questi fondi”.
Sul futuro, però, l’assessore è ottimista. Secondo lui, il Pan, un piano regolatore della riserva e delle aree annesse promosso qualche anno fa, procede bene: “abbiamo fatto il punto della situazione con i giusti rilievi e tra qualche mese ci sarà qualche certezza in più per il suo compimento”.
L’assessore commenta, infine, la penosa situazione della prostituzione nei dintorni del parco. “Per combattere questo male – dice – abbiamo cercato di tenere bagnate, attraverso il getto d’acqua del laghetto che tenevamo acceso, le zone in cui venivano consumati i rapporti sessuali ma purtroppo gli interessati hanno scoperto il luogo del meccanismo di avvio dell’acqua che veniva, quindi, sempre chiuso”.
“Sto lottando – conclude fiducioso – per avere ulteriori finanziamenti da parte del Comune e mi auguro che per la fine di questa legislatura avremo messo a punto la situazione della Pineta”.






