PESCARA – La Cgil lancia l’appello sulla delicata situazione del servizio idrico del pescarese, in vista dei rincari previsti sulle bollette: “Prima di procedere con gli aumenti – dice Paolo Castellucci, segretario provinciale Cgil – è necessaria un’inversione nella gestione del servizio; bisogna avere certezze di investimenti e razionalizzare le spese” .
La Cgil denuncia anche la cattiva gestione dell’Aca tra il 2003 e il 2008. “E’ complicato spiegare ai cittadini – continua Castellucci – che si dovrà pagare di più per un servizio invariato e per una gestione che non ha dato risultati positivi”. I costi operativi del gestore sono aumentati in cinque anni del 73%, del 31% gli oneri del Cda, dell’83% le spese per il personale, e del 114% i servizi di esternalizzazione.
La proposta della Cgil si sofferma su alcuni punti fondamentali: “valutare le attività che possono essere reinternalizzate con aggiornamento del personale. E’ da capire – spiega Castellucci qual’ è il livello di evasione tariffaria: Bisogna differenziare le tariffe in base alle fasce sociali e al consumo d’acqua”, e – secondo Domenico Ronca, Filctem Cgil – legare le tariffe al reddito Isee dei lavoratori dipendenti”.





