L’AQUILA – “Tagli lineari in una fase storica in cui le scuole sono chiamate a gestire carichi di lavoro sempre più gravosi, complessità amministrative crescenti, adempimenti legati al Pnrr, processi di dimensionamento scolastico e un generale aumento delle responsabilità organizzative”: una situazione che in Abruzzo riguarderà 58 collaboratori scolastici e un assistente amministrativo.
A denunciarlo è la Segreteria regionale Flc Cgil Abruzzo Molise che esamina i dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale a seguito dell’informativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativa agli organici del personale Ata per l’anno scolastico 2026/2027.
“La misura più rilevante riguarda la riduzione di posti nel profilo dei collaboratori scolastici, prevista dalla Legge di Bilancio 2025 e dal decreto interministeriale 211 dello scorso novembre”, viene spiegato.
Pubblichiamo di seguito la distribuzione dell’organico di diritto ATA 2026/27 tra le varie province, indicando tra parentesi i tagli da effettuare rispetto all’organico attuale:

“Ridurre ulteriormente il numero dei collaboratori scolastici rischia di compromettere la qualità del servizio, la sicurezza, la vigilanza e il funzionamento quotidiano delle istituzioni scolastiche, soprattutto nelle realtà più complesse, articolate su più plessi e caratterizzate da una significativa presenza di alunni con disabilità e fragilità educative”, scrive il sindacato.
“Sul personale Ata abbiamo chiesto in più occasioni un incremento di organico e la stabilizzazione del personale che possa consentire alle scuole di affrontare meglio le tante incombenze quotidiane”.
E ancora: “Quella del precariato nelle scuole sta diventando una situazione emergenziale: se non ci saranno interventi l’anno prossimo si rischia di raggiungere la somma record di 1.500 precari Ata nelle scuole abruzzesi, quasi il 30% dell’organico. Ai 1.100 i lavoratori Ata precari già in servizio quest’anno nelle scuole andranno ad aggiungersi infatti i 343 posti resi liberi dai pensionamenti, determinando una situazione inaccettabile, che non può essere risolta solo ed esclusivamente coprendo ‘il turn over'”.
“È necessario – viene evidenziato – un impegno politico preciso per un intervento normativo di modifica della legge 107/2015, per cui chiediamo ai rappresentanti politici regionali di farsi portatori di tale richiesta, viste anche le criticità dovute alla particolare conformazione della nostra regione. Ricordiamo che sul tema è intervenuta anche la Corte di Giustizia Europea con una storica sentenza pubblicata il 13 maggio scorso, con cui ha condannato duramente l’Italia per l’abuso sistematico dei contratti a termine ai danni del personale ATA. I giudici europei hanno accertato che il sistema di reclutamento italiano viola la Direttiva 1999/70/CE, poiché non prevede tetti massimi alla durata dei contratti, utilizza i precari per coprire vuoti d’organico strutturali senza ragioni oggettive e non garantisce procedure concorsuali regolar”i.
“A fronte di questo pronunciamento, annunciamo l’avvio di una ampia e capillare campagna vertenziale su tutto il territorio. L’azione legale è finalizzata a ottenere risarcimenti economici effettivi per chi ha subito l’abuso dei contratti a termine onde imporre al Governo l’avvio immediato di un piano straordinario di stabilizzazione”.
“Tutti i lavoratori interessati a far valere i propri diritti e a richiedere il risarcimento per l’abuso del precariato possono rivolgersi alle sedi territoriali della FLC CGIL per ricevere l’assistenza legale e sindacale per avviare la vertenza”, conclude la nota.






