ALFEDENA – Ore di lavoro, tra fiori colorati, ha portato a riempire le piccole vie di Alfedena (L’Aquila), antico borgo sannita nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, di opere d’arte realizzate con dei petali, che hanno animato la tradizionale festa religiosa del Corpus domini, domenica 18 giugno.

Da un’idea del coro parrocchiale della chiesa, e sotto la direzione artistica di Gabriella Melone, architetto e consigliere comunale, che da sempre si fa promotrice di iniziative che hanno a che fare con l’arte, la cultura, il disegno.

“Una passione a servizio della comunità – racconta ad AbruzzoWeb – che mi ha portato a condividere questa idea con il coro parrocchiale e con tutte le realtà associative di Alfedena, che con entusiasmo hanno aderito e dato disponibilità, allargando l’adesione anche a chi volesse tra i nostri cittadini”.

Per una giornata intera, quindi dopo una notte di lavoro certosino, le strade colorate e festose, hanno accolto la tradizionale processione che ha preceduto la messa solenne.

Il Corpus domini, è una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica, in questa occasione, si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un’ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione dei fedeli.

“Abbiamo diviso i gruppi e dato un tema a ciascuno con cui cimentarsi – aggiunge – sono stati giorni impegnativi e faticosi, ma il risultato grazie a questo grande lavoro di squadra, è stato strepitoso e al di sopra di ogni aspettativa”.

Il tema assegnato, vista la religiosità dell’evento, riguardava i misteri gloriosi del rosario, insieme a vari simboli eucaristici, “sono rimasta colpita dal lavoro dei più giovani – commenta Melone – che si sono cimentati con impegno e ottimi risultati con dei temi sicuramente lontani dal loro quotidiano. È la prima volta che un’iniziativa del genere prende corpo, sono certa che ne organizzeremo altre”.

L’infiorata di Corpus domini va ad aggiungersi un’antica tradizione legata alla processione: Alfedena è un paese oggi turistico, per via della vicinanza con gli impianti sciistici di Roccaraso e con le meraviglie del Parco, ma una volta era abitato principalmente da persone molto anziane.

Le nonne, quelle con la crocchia e che profumavano di biscotti, che oggi non ci sono più, raccoglievano per giorni i petali di rosa, e durante l’annuale processione, affacciate ai balconcini, “le loggette”, li  gettavano verso i fedeli in processione.