L’AQUILA – Non bastava far passare sotto silenzio la manifestazione con ventimila aquilani in strada dello scorso 16 giugno: adesso il Tg1 di Augusto Minzolini ha combinato un altro papocchio che sta spopolando in rete e facendo infuriare i cittadini del capoluogo e non.

All’interno del servizio di apertura della durata di 1 minuto e 27 secondi andato in onda ieri sera alle 20 sulla protesta degli studenti al Senato, infatti, sono state montate le immagini relative agli scontri avvenuti tra i manifestanti aquilani e le forze dell’ordine registrati nella manifestazione del 7 luglio a Roma.

Una figuraccia pazzesca che ha provocato le ire dei cittadini del “cratere”, che sono insorti su Internet, e degli esponenti politici locali e nazionali, che tornano a contestare il direttore Augusto Minzolini, chiedendone le dimissioni. Dalla sua, la redazione del telegiornale si è scusata in una nota, parlando di errore “tecnico e non editoriale”.

LA GAFFE

Nella prima parte del servizio andato in onda sul Tg1 si distinguono chiaramente giovani che tentano di entrare all’interno di palazzo Madama, ma quando il discorso si incentra sui tafferugli avvenuti tra studenti e agenti di polizia e carabinieri ecco che, magicamente, vengono proposte le immagini del corteo “Sos” romano:  da 51” al 57” sono chiaramente visibili le bandiere neroverdi, utilizzate dagli aquilani nel corso dell’iniziativa dell’estate scorsa per ottenere benefici fiscali e fondi per la ricostruzione.

Iniziativa che vide in prima linea i sindaci del cratere sismico al fianco dei cittadini. Una presenza istituzionale che non bastò a evitare i tafferugli e manganellate, tanto che due persone rimasero ferite e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, fu letteralmente ‘calpestato’ nella concitazione.

Dal minuto 1’16” fino alla fine del servizio si continuano a vedere scontri, ma sono sempre quelli del 7 luglio: incongruenza ancora più evidente dal fatto che le persone in piazza erano chiaramente vestite con abiti estivi in maniche corte, mentre ieri la temperatura era di poco superiore ai dieci gradi.

Si può riconoscere un uomo con il caschetto da operaio utilizzato dagli aquilani per le loro proteste e, addirittura, alzando il volume si distingue chiaramente il grido “L’Aquila, L’Aquila”.

LA REDAZIONE SI SCUSA: ”ERRORE TECNICO, NON EDITORIALE”

L’AQUILA – “Ieri sera nell’edizione delle 20, all’interno del servizio sulla manifestazione degli studenti a Roma, a partire dall’assalto in mattinata al Senato, è stata mandata in onda erroneamente una sequenza di immagini della durata di alcuni secondi, relativa a una precedente manifestazione di giovani aquilani nella capitale”.

Lo afferma in una nota la segreteria di redazione del Tg1 dopo le polemiche sollevate dal caso.

“Nello scusarci con gli interessati e con i telespettatori, mettiamo in evidenza, tuttavia, che si è trattato di un errore tecnico – spiega ancora la segreteria di redazione del Tg1 – e non certo di una scelta editoriale, anche perché le immagini che precedevano e seguivano la sequenza contestata erano di per sé assai eloquenti”.

PEZZOPANE (PD): ”DISINFORMAZIONE E VERGOGNOSA MANIPOLAZIONE”

L’AQUILA – “Ieri sera abbiamo assistito alla solita disinformazione del Tg1”.

Prende posizione duramente l’assessore comunale e responsabile nazionale del Partito democratico per la ricostruzione, Stefania Pezzopane, sul papocchio del Tg1 che ha mandato in onda le immagini di scontri del 7 luglio tra aquilani e polizia parlando degli scontri di ieri con gli studenti universitari.

“In un servizio andato in onda alle 20, visibile anche sul sito web del Tg1 – attacca la Pezzopane – sono state usate ad arte le immagini del corteo degli aquilani dello scorso luglio e le bandiere nero verdi per parlare della protesta degli universitari a Roma e degli scontri con la polizia. Una vergognosa manipolazione delle immagini e dell’informazione, in cui si cerca di mettere in cattiva luce non solo la protesta degli universitari, ma anche e soprattutto quella dei nostri concittadini”.

“I volti riconoscibili di tanti aquilani, che hanno partecipato a qual corteo e i colori della nostra città – prosegue – ancora una volta sono stati strumentalizzati in maniera faziosa dal Tg di Minzolini. Chiedere le dimissioni del direttore del Tg1 è pletorico. Facciamo appello al presidente della commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, e al garante per le comunicazioni, affinchè intervengano duramente contro questa ennesima beffa, per ripristinare la correttezza d’informazione”.

La Pezzopane chiude chiedendo “non solo l’immediata rettifica del servizio, ma che il direttore risarcisca tutti gli aquilani. I proventi – conclude – li destineremo per finanziare il progetto scuole aperte, con cui il Comune dell’Aquila intende occuparsi della carenza degli spazi aggregativi e culturali per i giovani di questa martoriata città”.

VESCOVO D’ERCOLE: ”PERCHE’ MANIPOLATE’ LA VERITA’?”

L’AQUILA – “Sono davvero dispiaciuto perché questo modo di fare ci offende come spettatori e come aquilani soprattutto, e getta un’ombra di dubbio su tutto il giornalismo che, in verità, oggi già soffre di credibilità”.

È la dura presa di posizione del vescovo ausiliare dell’Aquila, Giovanni D’Ercole, dopo il servizio del Tg1 che ha utilizzato immagini degli scontri del 7 luglio nel corteo degli aquilani a Roma per un servizio sugli scontri tra studenti e forze dell’ordine sotto al Senato.

“Perché manipolare così l’informazione? Perché manipolare così gratuitamente la verità?”, si chiede D’Ercole.

“Non solo nel Tg1, ma anche in altre trasmissioni della Rai – prosegue – la verità sui fatti aquilani non sempre viene presentata in modo obiettivo, ma enfatizzando solamente gli aspetti negativi, dando così l’immagine di una città dove tutto va male”.

“Mi auguro – conclude il religioso – che qualcuno noti il nostro dispiacere e ponga rimedio a ciò che è stato fatto ai danni della città”.

VIGILANZA: MORRI (PD), ”TG1 DI NUOVO SCORRETTO”

“Di fronte alla protesta che dilaga contro le misure del governo sull’università è grave che il Tg1, anziché informare sulle ragioni di manifestazioni largamente pacifiche, abbia deciso di utilizzare riprese di scontri relativi a tutt’altra vicenda pur di dare una rappresentazione della realtà falsata ed egemonizzata dalla violenza, soffiando così sul fuoco degli scontri”.

Lo dice Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza.

“Oltre che una prova di eccessiva disinvoltura deontologica e di discutibile professionalità – conclude Morri in una nota – questa iniziativa del Tg1 è l’ennesima testimonianza di un uso scorretto del servizio pubblico”.

VIGILANZA: VITA (PD), ”PROPAGANDA DA VENTENNIO, CHE DICE BERLUSCONI?”

“Il Tg1 andato in onda ieri sera alle 20.00 ha confuso due manifestazioni diverse mettendole nello stesso filmato, universitari davanti al Senato il 24 novembre e aquilani davanti Palazzo Grazioli il 7 luglio scorso. Pura manipolazione, con metodi da ‘Ventennio’ o da propaganda staliniana”.

È l’accusa del senatore Pd Vincenzo Vita, componente della Vigilanza Rai. “È una vergogna. Non ha da dire niente Berlusconi – scrive in una nota – che si è preoccupato tanto delle presunte mistificazioni di ‘Ballaro”?

“Anche per le immagini, che non sono certo meno della parola, c’è il diritto di replica”, conclude.

ORLANDO E LANNUTTI (IDV): ”VALUTEREMO LE VIE LEGALI”

“Il direttore del Tg1 ha usato la sofferenza dei cittadini abruzzesi per scopi politici. È un autentico depistaggio mediatico”.

È quanto affermano in una nota congiunta il portavoce dell’Italia dei valori, Leoluca Orlando, e il senatore dipietrista Elio Lannutti.

“Utilizzando ieri sera nel Tg delle 20 le immagini della protesta dei terremotati del 7 luglio – scrivono – Minzolini ha preso in giro i telespettatori italiani, ha offeso tutti i cittadini dell’Abruzzo, già duramente colpiti dal sisma, e ha cercato di sporcare la legittima protesta di tanti ricercatori e studenti italiani”.

Secondo i due esponenti dell’Italia dei Valori “vista la chiara manipolazione delle notizie e dato che sono state inserite nel servizio di ieri immagini che non avevano alcun rilievo con la notizia e riguardavano la disgrazia dell’Aquila, valuteremo se ci siano elementi per adire a vie legali contro il direttore del Tg1”.

“Cosa deve fare ancora Minzolini per essere rimosso da Masi?”, concludono.