FRANCAVILLA AL MARE – A nulla sono valsi gli appelli, sottoscritti da personaggi internazionali, da Massimiliano Fuksas a Vittorio Sgarbi, passando per Paolo Portoghesi, e neppure il procedimento per apporre il vincolo storico avviato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Abruzzo.
Stamattina è iniziato l’abbattimento di Palazzo Sirena, a Francavilla al Mare (Chieti), strenuamente voluto dal Comune.
Le sezioni di Pescara e Chieti dell’associazione Italia Nostra, con l’adesione del Comitato regionale Abruzzo, si sono battute sino allo stremo per scongiurare la demolizione, proponendo un progetto, anche innovativo, per restituire funzioni e significati spaziali all’edificio, quale fulcro di una diversa politica del turismo, della cultura, della riorganizzazione urbanistica cittadina.
“Il sindaco-sceriffo di Francavilla fa abbattere di notte Palazzo Sirena, nonostante l’invito della Soprintendenza ad aspettare che il procedimento di verifica sul palazzo Sirena non fosse concluso”, accusa Sinistra Italiana, con il segretario regionale Daniele Licheri e quello provinciale, Marisa D’Alfonso.
“Il sindaco-sceriffo reputa che ‘non c’è un valore storico o architettonico da difendere’, risponde che la città è sua, perché ha preso i voti fa come mi pare e dunque abbatte. Ma proprio perché governa con un mandato pieno riteniamo che Luciani abbia più responsabilità e non meno”.
“Se passa l’idea che chi vince fa come gli pare – affermano i vertici di Sinistra Italiana – costruiamo un paese peggiore per noi e per i nostri figli perché rischiamo di far passare un messaggio pericoloso: voglio fare una cosa e me ne infischio delle regole”.
“Il metodo utilizzato dal sindaco di Francavilla e le motivazioni addotte nella sua lettera sono il delirio di un malato di onnipotenza, la sua lettera lo fa sedere subito dalla parte del torto. Avrebbe potuto indire un referendum cittadino, discutere con gli architetti che si sono schierati contro, poteva aspettare anche un altro anno visto che l’edificio e lì da dopo la guerra, costruito da ex partigiani, ex deportati e reduci della guerra”.
“Invece ha scelto la via dello scontro e della spettacolarizzazione dell’abbattimento trasformando la città in un’Arena”, aggiungono.
“Oggi è una brutta giornata non solo per il risultato, ma per come ci si è arrivati: il metodo è sostanza è qui siamo al delirio di onnipotenza. Sinistra Italiana è a disposizione con il proprio consigliere regionale e i propri deputati per fare in ogni luogo possibile una dura battaglia politica e sosteniamo la battaglia che andrà avanti insieme ai comitati”, concludono Licheri e D’Alfonso.






