L’AQUILA – Si aggrava di giorno in giorno la condizione delle imprese della provincia dell’Aquila, non solo di quelle impegnate nella ricostruzione, che non riescono più a fronteggiare i pagamenti dei propri fornitori, entro i termini previsti dai contratti.

Secondo i dati regionali del primo trimestre del 2014 riportati da Cribis D&B, società specializzata in business information, infatti, solo il 25,5% delle aziende della provincia aquilana ha saldato alla scadenza le fatture, il 50% ha pagato con un ritardo fino a 30 giorni dopo il termine e il 24,5% con un ritardo superiore ai 30 giorni, dato quest’ultimo, triplicato negli ultimi 4 anni (8,3%  nel 2010).

Dati allarmanti per il capoluogo abruzzese che si attesta al di sotto della media abruzzese che vede il 30,3% di imprese puntuali, sia a quella nazionale che conta il 38% di imprese virtuose.

Tra le province più puntuali nei pagamenti nel primo trimestre 2014 c’è invece Chieti che si piazza al primo posto, con il 32,7% di imprese puntuali, seguono Pescara e Teramo, rispettivamente al 31,9% e 30,4%).

Scende quest’anno dal 43,7% al 30,3% il dato complessivo regionale delle imprese più puntuali, mentre il 47,2% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 22,5% oltre i 30 giorni.

Dall’analisi del trend si osserva un peggioramento del 15,8% dei pagamenti puntuali rispetto al 2010, ma il dato allarmante riguarda i ritardi superiori ai 30 giorni, aumentati addirittura del 221,4% in quattro anni.

Nel primo trimestre del 2014 l’Abruzzo infine esibisce performance di pagamento superiori alla macroarea di appartenenza, il Sud e Isole, (25,1% di imprese puntuali, 27,9% di ritardi oltre i 30 giorni), ma inferiori alla media italiana, dove i pagamenti regolari sono pari al 38%.