L’AQUILA – “Da giovane aquilano e giovane consigliere, sento che il problema più grande dopo il terremoto è quello della mancanza di luoghi di aggregazione. Ma posso assicurare che, su questo punto, mi sto impegnando in prima persona”.

Gianni Padovani è tra i più giovani consiglieri del Comune dell’Aquila , ma prima di tutto è un 35enne aquilano che sente i problemi del post sisma che i suoi coetanei devono affrontare ogni giorno. A questo ha scelto di dedicare maggiormente le sue energie ora che è in campo con i Socialisti Riformisti.

Sono passati poco più di 7 mesi dalle elezioni amministrative. Il bilancio dell’amministrazione targata Cialente, fino ad oggi, è positivo o negativo?

Sicuramente c’è ancora molto da fare. Uno degli obiettivi che ci eravamo prefissi prima delle elezioni, ovvero la fine del commissariamento, è stato raggiunto. Ora dobbiamo dimostrare di essere all’altezza della situazione, con la ricostruzione della città da fare. Il lavoro più duro è iniziato ora.

A breve verrà sancito il passaggio a una nuova governance, con l’entrata in funzione dei due Uffici speciali per la ricostruzione e l’insediamento dei due direttori. Si creeranno secondo lei conflitti con il Comune?

Credo che non  dovrebbero crearsi tensioni visto che la figura del direttore dipenderà dal Comune. Si tratterà piuttosto di un rapporto di collaborazione. Spero vivamente che il governo non voglia continuare a commissariare questa città, in modo che anche la ricostruzione subirà un’accelerazione.

I giovani sono lontani dalla politica in generale, o da questa politica in particolare?

Ci sono in realtà molti ragazzi che fanno politica attiva, ma lontano dalle istituzioni.

In generale la politica invia messaggi negativi, che allontanano sempre più le forze giovani. Ultima la legge elettorale, che poteva essere un segnale importante che invece non è stato dato.

Spero che arrivino segnali positivi dall’alto. Ad esempio sono d’accordo con chi vuole utilizzare lo strumento delle primarie per la scelta dei candidati. In questo modo si stimola la partecipazione delle persone che, se sollecitate, rispondono con entusiasmo.

Da giovane consigliere, crede che la politica aquilana stia facendo abbastanza per i giovani?

Posso dire che si sta cercando di fare il possibile per evitare la fuga dei giovani cervelli aquilani. Purtroppo non  è facile, a causa di una burocrazia assurda. Noi stiamo cercando di fare qualcosa di concreto per creare spazi aggregativi, che siano culturali, sportivi o per il divertimento.

In particolare, stiamo lavorando su un progetto ad Assergi che valorizzi la montagna non solo per gli sport invernali, ma anche per le attività estive tramite la realizzazione di campi di calcio e strutture ricettive.