L’AQUILA – Due strutture mediche di vitale importanza per i pazienti del capoluogo martoriato dal terremoto. Sono gli ambulatori di Diabetologia e malattie metaboliche e di Terapia del dolore, donati un anno fa dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Fondazione Herman Rubner onlus alla Protezione civile per l’ospedale San Salvatore e presentati oggi in una cerimonia.
Inizialmente concesso in comodato d’uso, il fabbricato, realizzato secondo le ultime tecnologie del legno, è stato donato alla Asl aquilana, grazie a una sinergia tra la Fondazione Rubner e la Provincia autonoma di Bolzano, presieduta da Luis Durnwalder.
Nel viaggio all’Aquila, il presidente Durnwalder ha fatto il punto sull’impegno della Provincia nelle zone terremotate e ha visitato, oltre alla “zona rossa”, altre strutture realizzate grazie al know how della Rubner: un asilo a Pizzoli (L’Aquila), un micro-nido e la nuova Casa dello studente in località Coppito e una serie di moduli abitativi provvisori nella frazione di Arischia.
“Questa donazione – ha spiegato Giovanna Micolucci, direttore sanitario dell’ospedale del capoluogo – è servita da subito per riprendere le attività di estrema necessità del reparto, attività che nelle immediate ore successive al sisma del 6 aprile 2009 è stata preziosa perché ha subito fornito assistenza ai pazienti cronici diabetici”.
“Sono felice dell’aiuto che vi abbiamo dato – ha detto Durnwalder, presidente della Provincia autonoma di Bolzano – La solidarietà in questi casi, è l’unica che riesca a rendere le cose meno difficili. I nostri volontari sarebbero partiti il 6 aprile per venire ad aiutarvi, noi crediamo nella solidarietà, ed è per questo che continueremo ad operare qui all’Aquila”.
“Negli anni ’60 – ha continuato – la nostra provincia era come l’Uganda, però grazie alla nostra forza di volontà ci siamo ripresi al punto di arrivare al Pil più alto d’Italia. Quindi se ci siamo riusciti noi, potete anche voi”.
Non è mancata una nota polemica. “Questa è una bellissima iniziativa, siamo molto felici – ha dichiarato Sabrina Cicogna, direttore del dipartimento di Medicina – però vogliamo il recupero totale dell’ospedale. Vogliamo essere noi gli artefici della ricostruzione ospedaliera, anche nella compilazione degli atti aziendali, perché purtroppo, dalla Regione, ci giungono notizie negative per quanto riguarda il futuro dell’Aquila”.
“Abbiamo l’impressione, infatti – ha aggiunto – che si stia realizzando un piano sanitario che prevede due aziende: una lungo la costa abruzzese con riferimento a Pescara-Chieti, e l’altra interna, rivolta a Teramo. Questo lascerebbe esclusa la Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila”.
DURNWALDER: ”DECENTRARE I PRESIDI SPECIALISTICI”
L’AQUILA – “Il decentramento dei presidi specialistici rappresenta una soluzione importante in Trentino Alto Adige, così come in Abruzzo”.
Lo hanno sostenuto il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, e il direttore generale della Asl L’Aquila-Avezzano-Sulmona, Giancarlo Silveri, a margine dell’inaugurazione, all’Aquila, di un centro di specializzazione per il diabete realizzato con fondi altoatesini.
“Siamo in una fase di piena discussione – ha spiegato Durnwalder – nella nostra provincia dove c’é una Asl unica a rappresentare sette presidi ospedalieri. Per quanto riguarda l’assistenza generica è lecito riscontrare servizi analoghi in tutti i presidi, ma quando si tratta di servizi specialistici è importante organizzare i dipartimenti, garantendo prestazioni uniche nei singoli ospedali”.
“È ovvio – ha aggiunto il presidente della Provincia autonoma di Bolzano – che non tutti sono d’accordo perché la maggior parte della gente vorrebbe avere tutti i presidi di specializzazione davanti alla propria casa”.
Dello stesso avviso il manager Silveri. “L’evoluzione della tecnologia – ha detto – ci spinge a diversificare i servizi tra presidio e presidio, scegliendo determinate cose negli ospedali più grandi e altre negli ospedali più piccoli”.
DURNWALDER: ”DA BOLZANO OLTRE 3 MILIONI DI EURO”
L’AQUILA – Il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha fatto il punto sull’impegno dell’Alto Adige nelle zone terremotate e sui prossimi interventi.
Oltre 3 milioni di euro i finanziamenti già concessi.
È ancora disponibile un importo di circa 350 mila euro da impegnare nella costruzione di una Casa della cultura a Ocre.
Nel corso dei mesi da quel 6 aprile, operatori delle Ripartizioni provinciali e volontari altoatesini hanno assicurato in Abruzzo 6.981 giornate/persona con 89.453 ore di lavoro, la gran parte a puro titolo di volontariato, quasi 53mila pasti caldi oltre al sostegno psicologico e all’assistenza infermieristica.
Nelle frazioni di Ocre la Provincia di Bolzano ha costruito 20 abitazioni CasaClima B, cui si sono aggiunte aree di parcheggio e sistemazioni esterne, infrastrutture primarie e 11 piattaforme per il montaggio di altrettanti moduli abitativi.
“Giro agli altoatesini il grazie che ho ricevuto dagli abruzzesi: ai nostri volontari, ai tecnici provinciali, ai cittadini che hanno contribuito con la loro generosità ad aiutare la popolazione dell’Aquila” – sottolinea Durnwalder.





