L’AQUILA – Due medici sono stati aggrediti ieri nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila da un paziente con gravi problemi mentali e solo per un caso di sorte si è evitata la tragedia.
Sul posto è giunta una “pantera” della squadra Volante della questura del capoluogo, ma i poliziotti sono potuti intervenire solo quando l’episodio si era concluso.
Secondo quanto ricostruito, un uomo, molto alto e corpulento, è riuscito a introdursi in reparto con una forchetta dai rebbi allungati, quindi ancor più pericolosa, e l’ha usata per colpire alla gola uno dei medici che erano presenti, dopo averlo aggredito alle spalle.
L’uomo ha cominciato a urlare, attirando l’attenzione di un collega e di un infermiere, che sono stati pure bersagliati dalla furia dell’assalitore, che in particolare ha centrato il secondo all’addome.
Alla fine i presenti sono riusciti a bloccarlo, ma non senza difficoltà: ben cinque persone sono state medicate in pronto soccorso, tre dei quali, i due medici e l’infermiere, con prognosi fino a 15 giorni.
L’accaduto riporta alla luce un’annosa problematica di un reparto non certo uguale a tutti gli altri, quella del poco personale, in particolare con due soli infermieri per turno, spesso lamentata dagli addetti ai lavori.
La Psichiatria aquilana è dotata di telecamere, ma non di servizio di sicurezza ad hoc. Proprio in questi giorni, tra l’altro, ricorre il terzo anniversario dell’omicidio di una dottoressa a Bari da parte di un paziente psichiatrico.
La Polizia non può procedere d’ufficio dal momento che, per legge, può attivarsi in autonomia solo con lesioni superiori a 20 giorni: servirebbe una querela delle parti offese che, però, sempre da quanto appreso, non arriverà. Alberto Orsini





