L’AQUILA – Ben 86 chiamate, ogni volta il telefono che squilla a vuoto e poi la linea che cade.
È successo ad un paziente aquilano che ieri ha provato a contattare il reparto Radiologia e Neuroradiologia dell’ospedale “San Salvatore” nel capoluogo regionale, per sapere se fosse pronto il referto di una Tac.
Decine di tentativi, dalle 11 alle 13, orario indicato nel messaggio registrato al numero del reparto fornito dal centralino.
“Non hanno mai risposto – racconta l’uomo ad AbruzzoWeb – capisco possa esserci una importante carenza di personale, e che i pochi operatori disponibili debbano consegnare i referti e rispondere al telefono, ma non posso accettare che il servizio non venga erogato”.
“Inoltre – aggiunge -, come già accaduto a molti altri utenti, mi è arrivata una multa per una visita pagata, a loro dire non disdetta, anche se sono certo di aver sempre annullato tutto per telefono ma, purtroppo, non ho potuto dimostrarlo”.
È solo l’ennesima testimonianza sulla questione che riguarda gli avvisi di pagamento per la mancata disdetta di prestazioni sanitarie alla Asl provinciale aquilana: sul piede di guerra, nei giorni scorsi, Giorgio Paravano, presidente dell’ associazione “L’Aquila per la vita onlus” che ha recentemente inviato, “da privato cittadino”, una Pec al manager della Asl 1, Ferdinando Romano, e al direttore sanitario, Alfonso Mascitelli, per segnalare quanto accaduto nel Centro di prenotazione unica (Cup) dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, dicendosi pronto a querelare il direttore generale.
A protestare nelle scorse settimane, oltre a numerosi cittadini che si sono visti recapitare gli avvisi, la Cgil e ad alcuni esponenti del centrosinistra abruzzese e dell’Aquila come Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale aquilano del Partito democratico, ed il consigliere di opposizione in Consiglio comunale, Lorenzo Rotellini, i quali hanno chiesto ufficialmente la revoca delle richieste di pagamento.
A seguito delle polemiche, la Direzione aziendale della Asl Avezzano-Sulmona- L’Aquila, in una nota inviata a fine dicembre, rispondendo a dichiarazioni “al limite della diffamazione, che l’accusano di comportamenti vili e truffaldini per l’attività di recupero del pagamento del ticket delle prestazioni sanitarie in assenza di disdetta, messa in atto tramite l’Agenzia delle Entrate”, aveva chiarito: “Rispettare una legge dello Stato (D. Lgs 124/1998), disattesa purtroppo in passato, per alcuni può causare disagio o fastidio, ma questo non esime nessuna Amministrazione pubblica onesta e trasparente dall’ottemperare ad un preciso obbligo di imparzialità e buon andamento come prescrive la nostra Costituzione”.






