L’AQUILA – “La chiusura del reparto di Medicina dell’ospedale dell’Aquila? È già avvenuta, è operativa da 20 giorni e nessuno se ne è accorto: forse perché evidentemente non era una cosa importante…”.
Mentre ancora i consiglieri comunali del capoluogo si affannano a discutere su vari mezzi con il sindaco Massimo Cialente di proposte da presentare e alternative da trovare, il manager della Asl numero 1, Giancarlo Silveri, conferma ad AbruzzoWeb che le cose sono andate molto più avanti.
“Da metà settembre è partito l’accorpamento con l’altra Medicina, quella Universitaria – conferma – e non ci sono stati disservizi di sorta, la gente nemmeno ci ha fatto caso”.
La vicenda era esplosa in piena estate con la protesta dei medici di reparto, capeggiati dalla dottoressa Laura Natali, erede dei due storici primari, il nonno Giulio e il padre Gianfranco, fondatori di un reparto con 80 anni di storia che ora è definitivamente chiuso.
Ci sono state, interviste, conferenze stampa con richieste di ripensamento e di dimissioni a Silveri, perfino una protesta di piazza il giorno della Perdonanza Celestiniana, mentre il Consiglio comunale ha discusso l’argomento solo lo scorso 2 settembre, approvando un ordine del giorno contro la chiusura, peraltro con numerosi strali al manager.
“È passato oltre un mese ma di quel documento non ho notizia, me ne hanno parlato ma non mi è stato spedito – svela Silveri – Forse dovrei mettermi io a scartabellare tra le carte del Comune? Peccato, vorrei leggerlo, mi interessa sapere soprattutto le motivazioni dei consiglieri”.
Da un mese, però, su questa vicenda era calato tombale silenzio, fino a quando, pochi giorni fa, in una nota quattro consiglieri, Antonello Bernardi (Partito democratico, medico), Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila), Giustino Masciocco (Sinistra ecologia libertà) ed Enrico Perilli (Rifondazione comunista), hanno fatto presente al sindaco che forse sarebbe il caso di darsi una mossa.
Cialente ha risposto in via diretta, sulla sua pagina Facebook, ricordando che una sua proposta alternativa era già stata bocciata dagli organi di valutazione della Asl e che dovrebbe essere il Consiglio comunale a decidere quale reparto tra L’Aquila e Avezzano va “sacrificato” al posto di Medicina, invece di lavarsene le mani.
Discorso logico. Peccato, però, che Silveri abbia già attuato il piano. “Medicina dal 15 settembre è stata accorpata, quanto alle due nuove unità specialistiche, quella di Predimissioni funziona da quasi un anno mentre Immunologia verrà creata credo al massimo entro fine anno”.
Su queste due nuove unità che nello “scacchiere” dei reparti previsto dall’atto aziendale prendono il posto proprio della formalmente scomparsa Medicina, ci sono state nei mesi scorsi polemiche su polemiche.
Quanto al ricorso al Tar che era stato minacciato e annunciato contro la Chiusura, “io non ne so niente”, afferma Silveri, che non ha più parlato con la Natali: “Non ho motivo di incontrarla – conclude, pacato ma fermo – Nella Asl ci sono 1.000 medici lei è uno di quelli, se dovessi incontrarli tutti…”.
LA DOTTORESSA NATALI: ”PER ORA NON REPLICO”.
“Per ora non ho intenzione di replicare a Silveri”.
La dottoressa Laura Natali, tra i medici promotori della protesta, preferisce non replicare a caldo alle affermazioni del mangar della Asl n1 Giancarlo Silveri, rimandando alle prossime ore il suo intervento sull’argomento.



