L’AQUILA – Nel documento del Consiglio comunale approvato oggi contro la chiusura del reparto di Medicina ospedaliera del San Salvatore dell’Aquila, l’assemblea civica ci va pesante con il direttore generale della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri, deux ex machina dell’operazione.

“Ritiene che la chiusura è necessaria perché in base alle direttive non possono esistere doppioni – lo si accusa  – ma il nuovo atto aziendale contempla 4 Chirurgie, 2 Gastroenterologie, 2 Dermatologie, 2 Reumatologie , 2 Neurologie, 2 Anestesie”.

C’è anche una parte in cui si insinua che “l’istituzione di nuove unità operative semplici dipartimentali, i cui responsabili vengono nominati direttamente dal direttore generale, come si evince dai verbali delle riunioni del comitato ristretto dei sindaci,  sono state dettate non per favorire gli interessi della comunità, ma in maniera piuttosto generica per tutelare altri tipi di interessi (…solo campanilistici? )”.

Il Consiglio comunale, inoltre, si interroga sul “perché è stata l’istituita di una Uosd di Predimissioni, unica in Italia; il paziente una volta studiato e curato nel reparto di appartenenza, viene dimesso e nuovamente ricoverato in questo reparto  per poi venire nuovamente dimesso dopo qualche giorno.  Così per lo stesso paziente si realizzano due ricoveri e due dimissioni… Il primo utile, il secondo solamente di facciata”.

Secondo l’ordine del giorno approvato all’unanimità, in conclusione, “non si può far pagare all’unità operativa complessa di Medicina ospedaliera la scelta politica che nel 2009 ha sancito l’unione della Asl dell’Aquila martoriata dal terremoto, ma con i conti a posto e la futura disponibilità del premio assicurativo di circa 50 milioni di euro, con la Asl di Avezzano disastrata economicamente”.