L’AQUILA – La commissione Paritetica, organo misto tra la Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila e l’Università dell’Aquila, ha dato, nella riunione di ieri sera, l’ok alla bozza del documento di riorganizzazione proposto dalla Direzione generale della Azienda sanitaria, un atto che aveva suscitato un vespaio di polemiche non solo tra gli addetti ai lavori ma anche tra esponenti politici.
Al centro delle critiche le scelte relative al “declassamento” all’ospedale San Salvatore dell’Aquila di una trentina di unità operative da complesse (Uoc) a semplici dipartimentali (Uosd), in attuazione di quanto viene imposto dal decreto Balduzzi convertito in legge a fine 2012 sul taglio della spesa sanitaria.
Una posizione di forte contrarietà è stata espressa in particolare da parte dei docenti oppositori della linea del rettore uscente e non ricandidabile, Ferdinando Di Orio, che temevano di essere penalizzati a vantaggio dei medici vicini allo stesso rettore.
Un po’ a sorpresa, quella che sembrava essere solo una riunione interlocutoria, ieri sera ha invece portato allo sblocco di una vicenda che aveva destabilizzato i primari di provenienza universitaria: i dioriani e gli anti dioriani hanno trovato un accordo, per la prima volta, dopo mesi e mesi di forti contrapposizioni.
L’accordo è stato raggiunto all’unanimità, come spiega il direttore generale della Asl, Giancarlo Silveri. “C’è stato l’accordo definitivo – chiarisce ad AbruzzoWeb – la mia proposta è stata quasi interamente recepita, abbiamo fatto aggiustamenti, anche quelli condivisi all’unanimità”.
Prima del varo dell’atto ora dovrà essere rifinita l’intesa sulle unità a guida ospedaliera. Poi, il documento dovrà essere sottoposto al vaglio, previsto per legge, al di varie rappresentanze, tra cui Consiglio dei clinici, Sindacati e Comitato ristretto dei sindaci.
Nel corso della seduta della Paritetica, è stata inoltre approvata la convenzione tra Asl e Ateneo che norma l’utilizzo del personale universitario della facoltà di Medicina dell’Aquila per conto della Asl provinciale dell’Aquila presso l’ospedale del capoluogo.
Il documento, siglato lo scorso ottobre tra il direttore generale della Asl Silveri e il rettore Di Orio nella stanza di ospedale dove era ricoverato quest’ultimo dopo un malore, stabilisce gli stessi diritti e gli stessi doveri per i medici di provenienza universitaria e i colleghi ospedalieri: in particolare, dovranno garantire la presenza per almeno 20 ore settimanali (15 per i medici a tempo definito), spalmati in almeno quattro giorni.
La convocazione della Commissione paritetica era stata richiesta a gran voce una decina di giorni fa, anche attraverso un incontro con i media, dal direttore del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), Edoardo Alesse, oppositore di Di Orio così come i docenti dell’Area clinica convenzionati con la Asl.
Inizialmente aveva stupito che l’appello fosse inoltrato non all’interlocutore naturale di professori universitari, il rettore uscente Di Orio, ma al direttore generale Silveri.
Un giallo risolto quando si è potuto constatare che i prof insorti appartengono alla schiera degli oppositori del rettore e temevano che l’uscente volesse favorire i suoi fedelissimi.
Oltre a Silveri e Di Orio, per la Asl presenti alla riunione di ieri il direttore sanitario Libero Colitti, la dottoressa Patrizia Masciovecchio e il dottor Loreto Lombardi, che faceva parte della equipe medica che ha operato il rettore Di Orio quando nell’ottobre scorso ha avuto un malore.
Per quanto riguarda l’Ateneo, presenti il professor Carlo Masciocchi in rappresentanza del Discab, il professor Giovambattista Desideri per il dipartimento di Medicina interna e sanità pubblica e il professor Claudio Ferri, presidente del Consiglio dei clinici d’Ateneo. (e.m.)



