L’AQUILA – Stop ai disagi degli esami eseguiti sul Tir, all’esterno dell’ospedale: da oggi il San Salvatore dell’Aquila dispone di una Pet fissa tra le più moderne d’Italia.
Si tratta di un gioiello della tecnologia, inaugurato oggi, ospitato in locali nuovi di zecca, realizzati in poco più di 10 mesi di lavoro e ricavati da un edificio allo stato grezzo nel Delta 6.
La nuova Pet, la cui entrata in funzione segna un vero e proprio spartiacque perché manda in pensione il precedente servizio su mezzo mobile, ha avuto il ‘battesimo’ questa mattina nella nuova location di circa 700 metri quadrati.
Come si legge in una nota, decisivi, per arrivare a dotare l’ospedale di un macchinario fisso e di alto livello tecnologico, sono stati, oltre al nuovo Management Asl, Regione e Comune dell’Aquila che,” in tutti i passaggi, hanno dato un potente impulso all’intera procedura affinché l’obiettivo potesse essere centrato, superando le numerose le difficoltà del passato”.
All’inaugurazione di questa mattina, all’intero del Delta 6, presieduta dal manager della Asl, Paolo Costanzi, affiancato dal direttore sanitario Carmine Viola, erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Marco Marsilio, l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il senatore Guido Liris, i consiglieri regionali Massimo Verrecchia e Carla Mannetti. Il nunzio apostolico, monsignor Orlando Antonini, ha impartito la benedizione al nuovo macchinario.
Con fondi Pnrr, per oltre 3 milioni e 300mila euro, oltre alla Pet, già installata nell’edificio Delta 6, sono state acquistate due Gamma Camere, temporaneamente collocate nel vecchio reparto di Medicina nucleare, situato all’Edificio 3, diretto dal dottor Massimo Menichini.
Gli spazi dell’unità operativa erano inadeguati, per caratteristiche strutturali, ad accogliere la moderna attrezzatura Pet ed è stato quindi necessario progettare e realizzare ex novo una location all’interno del Delta 6.
Peraltro, nel ‘pacchetto’ delle nuove attrezzature acquisite dalla Asl, sono compresi macchinari accessori ma importanti come l’isolatore Schermato e l’Iniettore frazionatore.
Questi macchinari fanno parte delle 14 grandi apparecchiature sanitarie, utilizzate dall’ospedale di L’Aquila, acquistate con fondi Pnrr.
Il progetto per la realizzazione dei nuovi locali nel Delta 6, necessari per installare la nuova Pet fissa, è stato complesso nell’elaborazione e nella messa a terra. Infatti, l’esecuzione di esami con l’impiego di traccianti, cioè sostanze radioattive, richiede l’attuazione di tutta una serie di interventi per ‘schermare’ pareti e parti strutturali, in modo da assicurare le misure di radioprotezione a beneficio di pazienti e operatori sanitari.
Dichiara il manager Costanzi, “presentiamo alla comunità un servizio di elevata qualificazione che alza ulteriormente gli standard di assistenza: un vanto per l’Aquila e per tutta la provincia, grazie a una tecnologica di eccellenza. È il risultato di un gioco di squadra che ha visto coinvolto al meglio, oltre alla nostra azienda, Regione e Comune, in grande sintonia. Ringrazio i tecnici del servizio patrimonio che hanno curato i difficili lavori; per essi, l’ingegner Federico D’Aulerio, l’ingegner Stefano Filauri che ha assicurato il rispetto delle norme di sicurezza, l’ingegner Fabrizio Andreassi e la sua squadra di tecnici che hanno curato l’acquisto e il collaudo delle apparecchiature e il dottor Vincenzo Giugno che garantisce, quotidianamente, il servizio di radioprotezione”
“Inoltre”, conclude Costanzi, “non posso non ringraziare, a nome della collettività, il dottor Massimo Di Pietro, già responsabile della medicina nucleare, che fin dal 2011, con lungimiranza, si è battuto affinché nella provincia dell’Aquila fosse installata questa innovativa tecnologia a servizio della salute dei cittadini”.
Le pareti sono state ‘imbottite’ con 45 tonnellate di piombo, il cui peso è sostenuto da strutture di acciaio, collocate nel seminterrato dell’edificio.
Oltre a queste opere sono stati realizzati tutti gli impianti elettrici, aeraulici, antincendio e di sistema connessi allo svolgimento dell’attività. Il costo dei lavori è oltre 4 milioni e 200mila euro, sostenuti dalla Asl. Il totale complessivo della messa in funzione della Pet, tra acquisto e sistemazione locali, è quindi di oltre 7 milioni mezzo di euro.
I lavori di allestimento dei locali sono state effettuati in 10 mesi (inizio aprile 2025, fine a febbraio scorso), senza interrompere l’attività della Medicina nucleare che, nel ‘vecchio’ edificio, ha continuato a garantire le prestazioni grazie all’impagabile impegno di tutto il personale e a un perfetto coordinamento di tutte le operazioni.
I vantaggi del passaggio da un’attività mobile a una fissa sono notevoli. Col servizio mobile il paziente doveva attendere, all’interno del Tir che ospitava il vecchio macchinario, una media di circa mezz’ora prima di sottoporsi all’esame perché i radio farmaci, per poter produrre l’effetto, hanno dei tempi.
Al disagio dell’attesa sul mezzo mobile, si univa l’inconveniente del freddo e del caldo eccessivo, a seconda delle stagioni. Oggi con la nuova Pet, che rispetto alla vecchia versione mobile che lavorava 3 giorni a settimana, funzionerà 5 giorni su 7, dal lunedì al venerdì, i disagi cesseranno col vantaggio, oltretutto, di poter ridurre lievemente la dose di sostanza radioattiva da somministrare al paziente.
A cosa serve la Pet? La procedura viene utilizzata soprattutto in oncologia per valutare lo stadio del tumore, quindi per capirne l’evoluzione e per monitorare il metabolismo della patologia. Il nuovo macchinario installato all’Aquila, grazie all’elevata tecnologia che ne fa uno dei migliori in funzione oggi in Italia, permetterà di fare diagnosi molto più accurate ed efficaci grazie all’alta risoluzione, cioè alla qualità dell’immagine.
La Pet, oltreché in oncologia, viene impiegata in neurologia (diagnosi per Alzheimer e demenze senili) e in cardiologia (valutazioni di ischemie).
Sulle pareti del reparto figurano illustrazioni donate dall’associazione ‘Viva’, nell’ottica dei processi di umanizzazione degli spazi di cura.
“Con l’attivazione di questa nuova TAC completiamo un percorso strategico che ha portato all’installazione di quattro apparecchiature fisse di ultima generazione, una per ciascuna ASL abruzzese. Un risultato concreto che rafforza in modo omogeneo la dotazione tecnologica del nostro sistema sanitario. Stiamo colmando un ritardo accumulato negli ultimi decenni sul piano degli investimenti – ha detto Marsilio – restituendo alla sanità regionale strumenti adeguati agli standard attuali. Questo significa diagnosi più accurate, maggiore capacità operativa e, soprattutto, tempi di risposta più rapidi e compatibili con le esigenze dei pazienti. Continuiamo su questa linea, con l’obiettivo di garantire servizi sempre più efficienti e una sanità pubblica all’altezza dei bisogni dei cittadini.”
“Con questo intervento – ha aggiunto l’assessore Verì – chiudiamo un programma di investimenti particolarmente significativo che ha portato all’installazione di quattro PET-TAC, una per ciascuna ASL abruzzese, tutte apparecchiature di alta complessità. Si tratta di tecnologie avanzate che consentono immagini ad alta definizione, una maggiore appropriatezza diagnostica e, grazie ai protocolli più innovativi, anche una riduzione dei tempi di esposizione per i pazienti. Questi sistemi permettono non solo diagnosi più tempestive e mirate, ma anche un monitoraggio continuo e preciso dei percorsi terapeutici, soprattutto in ambito oncologico, migliorando la qualità del follow-up e l’efficacia delle cure. Accanto all’investimento tecnologico, sono stati realizzati anche gli interventi strutturali necessari per ospitare le nuove apparecchiature, con l’adeguamento degli spazi agli standard richiesti. Un’operazione complessiva che rafforza la capacità del sistema sanitario regionale di rispondere in modo moderno e appropriato ai bisogni dei cittadini”.
Così infine in una nota Verrecchia: “Si tratta di una strumentazione di ultima generazione che consente immagini ad alta complessità diagnostica, con particolare rilevanza nell’ambito oncologico. Un investimento significativo, pari a 3,2 milioni di euro, che rafforza concretamente la capacità di diagnosi precoce e di presa in carico dei pazienti. Accanto alla PET sono state acquistate anche due gamma camere, attualmente collocate in via temporanea nel vecchio reparto di Medicina Nucleare, situato nell’Edificio 3. Questo importante risultato rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2011, finalizzato a dotare il territorio di tecnologie avanzate per la diagnostica per immagini, fondamentali nella lotta alle patologie neoplastiche. Oggi, finalmente, la Regione Abruzzo dispone di TAC-PET in tutte le province, a conferma di un investimento mirato a migliorare e qualificare l’offerta sanitaria”.






